IL “CASO LAZIO” E IL PD: BERSANI SBAGLIA A NON “ROTTAMARE” I SUOI CONSIGLIERI

Bersanivince.jpegLe iniziative annunciate da Bersani dopo il “caso Lazio” (ridurre e riformare i costi di funzionamento delle istituzioni; mettere online tutti i costi; far certificare i bilanci dei gruppi regionali) sono necessarie ma assolutamente insufficienti e con effetti troppo dilazionati nel tempo: dal punto di vista mediatico è stato più svelto ed efficace Angelino Alfano, che ha annunciato la rottamazione in blocco dei suoi consiglieri laziali e ha chiesto a Bersani di fare altrettanto (ecco la risposta 221682.shtml).

Il segretario del Pdl, e naturalmente il neo-moralizzatore (!) Berlusconi, cercano di confondere le acque e di far passare fra gli elettori il messaggio che tutti hanno rubato alla stessa maniera: non è vero, naturalmente, e se, come dice Alfano, nel Pdl non sono tutti Fiorito, è anche vero che in quel partito i Fiorito sono molti di più che negli altri schieramenti.

 

LE RESPONSABILITÀ DEI CONSIGLIERI DEMOCRATICI LAZIALI

Polverini.jpgDetto questo però il gruppo consiliare del Pd nel Lazio (in buona compagnia, Idv compreso) pur senza aver commesso reati ha la pesantissima responsabilità di non essersi opposto all’andazzo generale, consentendo una sconcertante lievitazione delle spese per la politica. E se Bersani non fa piazza pulita rapidamente, compie il loro stesso errore, che potrebbe precludergli la vittoria alle primarie e pregiudicarne anche la probabile affermazione elettorale.

UNA GRAVE INSENSIBILITÀ VERSO IL SENTIRE DELLA GENTE

Di quale errore si tratta? Dell’incapacità di cogliere il senso profondo del momento storico-politico che stiamo vivendo, che sta segnando secondo molti osservatori il passaggio dalla seconda alla terza repubblica. La colpa di cui si è macchiato il Pd laziale è infatti di non aver percepito quanto fosse devastante, in un periodo di forti sofferenze della gente “normale”, consentire che si sottraessero risorse destinate al sociale per trasferirle al funzionamento della macchina politica, che è già sovradimensionata rispetto a quello che possiamo permetterci, e oltretutto scarsamente produttiva (e sia chiaro, non parlo nemmeno delle cene a base di ostriche e champagne).

COSA CI SI ASPETTA DA UN POLITICO CAPACE

In questi momenti il politico capace (si veda Napolitano) percepisce gli umori che animano l’opinione pubblica e sa trovare le parole giuste per esprimere ai cittadini la sua condivisione, ma sa anche individuare strumenti e percorsi non necessariamente convenzionali per darvi un rapido sbocco politico (ad esempio la “liquidazione” di Berlusconi, a novembre).

Bersani al momento (e mi dispiace doverlo rilevare, perché lo apprezzo) non ha dimostrato lo stesso acume, la stesa rapidità e la stessa “disinvoltura”. E così – magari col lodevole intento di non fare di ogni erba un fascio – rischia invece di far trasparire (a torto) la stessa insensibilità dei suoi esponenti laziali, e di pagarne duramente il fio.

IL “CASO LAZIO” E IL PD: BERSANI SBAGLIA A NON “ROTTAMARE” I SUOI CONSIGLIERIultima modifica: 2012-09-26T11:08:38+02:00da sergiofrigo
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