LA PADANIA NON E’ VERDE, E’ GIALLO-OCRA. VERDE E’ L’ALTO ADIGE…

 La Padania, dispiace per la Lega, non è verde: passandoci in mezzo è un’immensa macchia gialla con sfumature ocra, marroni o addirittura grigio cenere, soffocata dal caldo e arsa dalla siccità. Impressiona la sensazione di impotenza che si prova davanti alla natura, nelle sue manifestazioni climatiche estreme che sembrano essere diventate una costante dei nostri tempi: l’uomo scavalca i mari, scava le montagne, manda sonde nello spazio, raggiunge la luna, investe risorse immani nelle guerre, e non riesce a trovare il modo di mitigare il clima per rendere più vivibile la terra…

foto (16).JPGPer trovare del verde bisogna salire: ecco qui a fianco l’Appennino tra Siena e Firenze, ad esempio, oppure l’Alto Adige, dove pure si registrano temperature inusuali.foto (12).JPG
La vegetazione è lussureggiante, l’acqua corre abbondante nei ruscelli, anche grazie a frequenti precipitazioni notturne. O anche diurne, come quella che mi ha colto ieri sulla vetta del Sas Putia (Val di Funes): un’ora buona di pioggia mista a grandine, che però mi ha rinfrescato e fatto piacere.

foto (8).JPGQuesto è il Sas Putia, sotto con vista sul Pelmo

foto (10).JPG

Ecce homo sulla vetta…

foto (7).JPG

 

 

 

 

LA DIVERSITÀ ANTROPOLOGICA DEGLI ALTO-ATESINI

A parte i paesaggi e il verde, a richiamare tanti turisti in Alto Adige è la “diversità” antropologica di questa terra, che si manifesta in usi e costumi che persistono, più ancora che nella lingua. Qualche esempio? Non conosco le statistiche, ma mi sembra che le famiglie qui facciano ancora tanti figli; negli alberghi – gestiti generalmente da famiglie-impresa – lavorano fianco a fianco genitori di mezza età e figli sposati, con i bambini che girano per le sale fin da piccoli imitando genitori e nonni con addosso il grembiule da lavoro. Sarebbe interessante analizzare come la demografia quassù sia influenzata dal modello politico-economico, e quanto dall’aspetto culturale, nel quale metto anche la religiosità: come sa bene chi va in montagna, non c’è monte significativo che non abbia in cima una croce, ma qui di più che altrove; e non c’è paese o contrada che non abbia una o più chiese, una o più cappelle, e un numero abnorme di capitelli o piccole edicole sparsi fra stradine e boschi.

foto (14).JPG

foto (13).JPGfoto (11).JPG

UNA COMUNITÀ INTEGRATA, CHE NON CONTEMPLA L’AUTONOMIA DEL SINGOLO

La comunità comunque in questi piccoli borghi sembra ancora funzionare, e in ogni caso si fa… molto sentire. Soprattutto la domenica mattina presto, quando le campane squillano a distesa a partire dalle sette o dalle otto. Ovviamente nessuno, fra coloro (cioè tutti gli “indigeni”) che sfoggiano allegri il costume della festa con i tradizionali pantaloni di cuoio, ha nulla da ridire. La comunità ha le sue regole (soprattutto non scritte) e tutti devono rispettarle. L’integrazione comporta automaticamente un certo livello di costrizione, e non contempla troppa autonomia del singolo.

LA PADANIA NON E’ VERDE, E’ GIALLO-OCRA. VERDE E’ L’ALTO ADIGE…ultima modifica: 2012-08-21T23:56:21+02:00da sergiofrigo
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in costume, società, Viaggi e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *