MA COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE “DEFAULT”?

crisi, economia, borse, finanza, speculazione, mercati, spread, defaultE’ un lunedì come tutti gli altri oppure no?

Molti di noi (scenario uno) sono al lavoro (i fortunati), altri sono in ferie o progettano di andarci (i fortunatissimi), le strade sono trafficate, le piazze piene di gente, si fanno acquisti, si organizza la serata con gli amici…

Ma intanto (scenario due) le borse crollano, lo spread schizza a livelli inauditi, il debito pubblico dell’Eurozona supera l’88% e quello dell’Italia il record del 123.3%; e intanto i tedeschi non intendono muovere un passo, mentre la Grecia scivola verso il default. E d’altra parte neppure gli aiuti europei alla Spagna sembrano produrre i risultati sperati, tutt’altro, come pure la cura da cavallo imposta dai governi di Madrid e Roma. Le “munizioni” finanziarie per rispondere agli attacchi della speculazione sono praticamente esaurite, e anche noi ci sentiamo ormai spinti verso il baratro del default.

Due scenari apparentemente inconciliabili, dunque, quelli che stiamo sperimentando. A metterli concretamente in relazione sono solo le persone che nei mesi scorsi hanno perso il lavoro, e quelle che non l’hanno mai trovato, e che devono arrangiarsi stringendo drasticamente la cinghia, facendosi aiutare dai familiari (beate pensioni dei nonni!), vendendo la macchina e se va male anche la casa. Una categoria, temo, destinata ad allargarsi ancora.

Ma cosa accadrebbe se prima la Grecia, poi la Spagna e poi noi italiani, finissimo davvero al default? Ecco sotto lo scenario descritto qualche mese fa dall’economista Rafaele Zenti sul sito www.adviseonly.com.

L’Italia davanti all’incubo default. Cosa succederà?

(…) Un primo problema sorgerebbe a livello bancario. In uno studio della banca Goldman Sachs (che potrà non riscuotere grandi simpatie al momento, ma ha ottimi analisti) apparso a luglio di quest’anno si afferma che “l’interconnessione tra Italia, Spagna come emittenti di obbligazioni, le banche dei rispettivi Paesi e il sistema finanziario europeo è tale che l’instabilità può avere estreme conseguenze, ben oltre i confini nazionali”. Un’efficace rappresentazione grafica del livello di connessione la potete vedere cliccando qui.

La sintesi dello studio di Goldman Sachs è che, se l’Italia fa default, vanno seriamente sott’acqua anche Francia e Germania, non tanto per l”esposizione diretta al BTP (peraltro non trascurabile), quanto per i rapporti sul mercato interbancario e finanziario. Siccome sia le banche francesi, sia quelle tedesche sono troppo grandi per essere salvate dai rispettivi governi e sia la Germania, sia la Francia sono economie troppo grandi per essere salvate dal Fondo Monetario Internazionale, se fallisce l’Italia scatta quasi sicuramente l’effetto domino. Forse (sottolineo: forse) un default greco si può contenere, ma è improbabile che si possa contenere un default italiano.

Il default, con annessa crisi bancaria, trascinerebbe l’Italia fuori dall’Euro. Perciò, tutti coloro in grado di farlo, porterebbero i loro risparmi in banche estere, per evitare la conversione forzata nella nuova valuta domestica italiana. Il che comporterebbe un forte deprezzamento della divisa, cioè una crisi valutaria.

L’ondata di panico e di avversione al rischio innescata da questi eventi creerebbe una crisi di liquidità: le banche eviterebbero di prestare denaro alle altre banche (si avrebbe una crescita dei depositi presso la Banca Centrale Europea, tendenza già in corso e di cui abbiamo già parlato), alle imprese e ai consumatori. Ciò, come intuibile, porterebbe l’Italia e probabilmente l’intera Europa (se non l’economia mondiale) in profonda recessione, viste le interconnessioni esistenti nell’economia mondiale. Quindi disoccupazione e riduzione del reddito delle famiglie, con tutte le conseguenze sociali del caso.

Come si è già visto durante la crisi creditizia del 2008, la scarsa liquidità e la necessità di denaro porterebbero inoltre alla vendita generalizzata di attivi liquidi, in primis le azioni, innescando un’ulteriore discesa dei valori. Questi eventi andrebbero ad intaccare reddito e patrimonio dei risparmiatori. Anche se va detto che è implausibile che un eventuale default dell’Italia comporti il mancato pagamento dell’intera somma dovuta: più verosimilmente, si tratterebbe di rimborsare parzialmente l’ammontare, e/o di variare i termini di pagamento, ad esempio allungando la scadenza.

ALTRE CONSEGUENZE…

Il sito www.segretibancari.com aggiunge un’informazione ulteriormente preoccupante: poiché la maggior parte dei BTP e dei titoli pubblici italiani è in mano ad investitori istituzionali (banche e assicurazioni) ad essere coinvolte nel crack sarebbero anche le compagnie di assicurazione, cosicché sarebbero in pericolo anche le pensioni integrative, le polizze vita, i fondi comuni e le stesse banche con i loro depositi.

E la cosa più esasperante è che assistiamo a tutto questo senza poterci fare niente, anzi, senza neppure avere uno straccio di idea alternativa (ammesso che fosse praticabile) alle ricette messe in campo dai governi, e – ormai è chiaro – vistosamente carenti a fronte della portata degli attacchi dela speculazione.

MA COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE “DEFAULT”?ultima modifica: 2012-07-23T12:45:04+02:00da sergiofrigo
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