LA LEZIONE DEL VOTO GRECO: MEGLIO QUESTA EUROPA MESCHINA CHE IL SALTO NEL VUOTO

Grecia, elezioni, Europa, euro, Germania, sinistra, Syriza, sacrifici, liberismo, alternativaLacerato fin nel profondo dai risultati del voto greco. L’esito è ingiusto, perché premia il partito che ha le maggiori responsabilità del disastro, ed è stato restio fino all’ultimo a farsi carico delle iniziative necessarie per rimediare. Inoltre è una formazione di destra liberista, con presenze imbarazzanti al suo interno.

 Ma nonostante tutto questo l’esito del voto mi appare in questo momento come il male minore, se si esclude l’ennesima affermazione dei picchiatori nazisti di Alba Dorata. Paradossalmente nella fase di serrate trattative destinata ad aprirsi con l’Europa il futuro governo di unità nazionale potrebbe farsi forte dell’ottimo risultato di Syriza per rivendicare un approccio meno dogmatico della Germania, con maggiori chances di farcela visto il mutamento dei rapporti di forza in Europa: non dimentichiamo che ieri in Francia hanno stravinto i socialisti, all’insegna anche della resistenza ad un’Europa tedesca. Senza dimenticare che ora Atene può sempre richiamare il precedente spagnolo.

Se aggiungiamo alle due consultazioni di oggi  anche il recente referendum irlandese possiamo forse dire che i popoli europei si turano il naso, ma alla fine scelgono ancora questa “piccola” Europa, forse concepita ancora come l’estremo riparo nella tempesta economico-finanziaria che ci sta colpendo.

LE ALTERNATIVE PAIONO PIU’ IDEOLOGICHE CHE REALISTICHE

E in questo atteggiamento c’è, in fondo, anche la ratio della mia (moderatissima) soddisfazione per i risultati greci: le alternative che ci vengono prospettate (no ai mercati, no al liberismo, no al potere delle banche) non convincono, perché suonano come gonfie di ideologia ma prive di concretezza, basate più sul rifiuto di una realtà complicata che sul progetto di un percorso davvero praticabile (non che le politiche liberiste abbiano garantito fin qui dei risultati migliori, peraltro…).

 C’è da dire, inoltre, che tutte le alternative fin qui immaginate si ostinano a non prendere atto di una realtà inconfutabile: l’Occidente si sta rapidamente impoverendo, a causa della nuova organizzazione internazionale del lavoro (globalizzazione più crisi), dunque è inevitabile un  aumento della produttività del lavoro e/o una drastica riduzione riduzione degli standard di vita.

IL DESTINO DELLA SINISTRA MODERATA

In tutto questo a venire penalizzato è il Pasok, che a mio parere ha avuto l’unico torto di arrivare nel momento più infelice e di non aver saputo imporre  una sua autonoma via d’uscita dall’impasse, che coniugasse rigore, crescita ed equità: ma in questo caso a pugnalarlo alle spalle è stata proprio l’Europa, che gli ha bocciato l’idea del referendum, che a posteriori sarebbe stata probabilmente vincente, come ha fatto capire bene l’ex premier Papandreou nella seguente intervista di sabato alla Stampa. I suoi elettori evidentemente non hanno accettato l’adesione del Pasok alle compatibilità stabilite dall’Europa, e sono andati a ingrossare le file di Syriza.

 http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/458647/

LA LEZIONE DEL VOTO GRECO: MEGLIO QUESTA EUROPA MESCHINA CHE IL SALTO NEL VUOTOultima modifica: 2012-06-18T02:55:00+02:00da sergiofrigo
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