NEL CENTRO-DESTRA VENETO VOLANO GLI STRACCI, MA SI RIPROPONE L’ALLEANZA PDL-LEGA

GalanZaia.jpegAvrebbe di che ridere, la sinistra veneta se non fosse così catatonica, del caos che regna nel centro-destra locale. Non c’è non si dice un capo, ma nemmeno qualcuno che faccia sintesi, o quanto meno che stia a sentire con rispetto quello che propongono gli altri: i dirigenti del PDl si dicono l’un l’altro cose che neppure gli avversari politici si sognerebbero; quanto all’alleanza con la Lega, sembra un perenne campo di battaglia.

Gli esempi si sprecano, e dovrebbero preoccupare anche chi non simpatizza per quella parte politica, ma ha a cuore le sorti delle nostre istituzioni, da essa occupate per mandato popolare.

 

 

GALAN SEGRETARIO NAZIONALE? “MA VA LÀ!”

Prendiamo l’uscita di Giancarlo Galan, che un giorno si e l’altro anche spara contro Zaia, la Lega e la Regione, ne demolisce le scelte “strategiche” e l’amministrazione ordinaria, e annuncia di volersi candidare per la segreteria nazionale del Pdl contro Alfano: tra i dirigenti veneti del suo partito, persino quelli considerati a lui vicini, raccoglie solo sfottò o al massimo gelida indifferenza e adesioni con mille distinguo. Il più esilarante è Renato Brunetta: “I leader (sic) non si commentano mai a vicenda”.

Dall’area sacconiana Maurizio Castro, che si dice fautore della teoria sociale di mercato, lo liquida con queste parole: “Galan rappresenta una scelta neo-thatcheriana, liberal-liberista, causa dell’attuale crisi. Quanto alla formula Pdl-leggero, per me il partito deve essere al contrario forte-robusto-radicato”: peccato che il partito in cui militano sia lo stesso.

SACCONI RILANCIA L’ALLEANZA CON LEGA E UDC…

 sacconi.jpgIl giorno dopo esce allo scoperto l’ex ministro Maurizio Sacconi, rilanciando l’alleanza fra Pdl-Lega e Udc nel nome dei valori tradizionali neo-comunitari e familisti che sembrano ripescati dagli anni Cinquanta. Peccato che a proposito del leader naturale di questa alleanza nel Veneto, il governatore Zaia, proprio l’uomo di Sacconi, Maurizio Castro, dica peste e corna con ammirevole continuità.

MA CASTRO SPARA A ZERO SUL GOVERNATORE Castro.jpg

Nei giorni scorsi sul Corriere Veneto ha scritto che si è meridionalizzato, giocando a fare sempre la parte del Masaniello e del Vicerè: in un momento così drammatico il governatore, che “dovrebbe esprimere razionalità operativa e visione strategica, saldezza emotiva e consistenza culturale”, sta invece “sdrucciolando in un imbarazzante eretismo declaratorio e mediatico, affastellando proclami tanto più roboanti quanto più inconcludenti, tanto più violenti quanto più velleitari. Incita all’evasione fiscale e alla ribellione contributiva, sospinge e amplifica ogni protesta anche la più futile e malmostosa, si avventura in proposte squinternate come la regionalizzazione del debito pubblico: per fortuna nostra la sua retorica è così alluvionale e il suo rodomontismo così plateale, che nessuno gli bada…” E via di questo passo.

Viene da chiedersi cosa ci stanno a fare i compagni di partito di Castro allo stesso tavolo di siffatto presidente, e se non condividano almeno una parte di responsabilità di questo andazzo. Ma soprattutto: con quale faccia pensano di riproporre l’alleanza con questo comandante in capo in futuro…

 

NEL CENTRO-DESTRA VENETO VOLANO GLI STRACCI, MA SI RIPROPONE L’ALLEANZA PDL-LEGAultima modifica: 2012-06-15T11:49:23+02:00da sergiofrigo
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