Premio Campiello, ecco i cinque finalisti. L’Opera Prima a Roberto And

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Questa a fianco è la tabella dei finalisti al 50. Premio Campiello, scelti stamattina a Padova dalla Giuria dei letterati presieduta da Massimo Cacciari. I primi quattro sono emersi dalla prima votazione (a sinistra il loro punteggio), mentre alla seconda è prevalso Marcello Fois, battendo sul filo di lana Andrej Longo con “Lu campo di girasoli” (Adelphi).

Il premio Opera prima è ancato invece al regista e sceneggiatore Roberto Andò, per “Il trono vuoto” (Ed. Bompiani) storia di due gemelli che si sostituiscono l’un l’altro alla guida di un partito.

IN FINALE ANCHE IL GIOVANE AUTORE VENEZIANO MONTANARO

Significativa l’entrata in cinquina di Giovanni Montanaro, giovanissimo veneziano (ha 29 anni) al suo terzo romanzo (dopo  La Croce Honninfjord e Le conseguenze). Il libro, scritto come una lunga lettera-monologo, racconta un anno della vita di Vincent Van Gogh, e di come egli scoprì la forza del colore grazie all’aiuto di una giovane donna che si era innamorata di lui. Un possibile apologo della condizione di tanti giovani anche di oggi, alla ricerca della loro strada. Paradossalmente non ha votato per il giovane scrittore-avvocato veneziano (qui nella presentazione alla Feltrinelli di Mestre) premio campiello,giovanni montanaro,roberto andò,carmine abate,francesca melandri,marco missiroli,marcello foisnessuno dei giurati veneti, nè Cacciari, nè Calimani, nè Ramat, ma tutte e quattro le donne-giurate (Nicoletta Maraschio, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Annamaria Testa e la new entry Paola Italia), probabilmente affascinate da una protagonista indimenticabile. Entusiasta del risultato, Giovanni Montanaro ieri al telefono dallo studio di Padova dove lavora ha ringraziato tutti, compresi ii critici, ha spiegato che pur essendo orgogliosamente veneziano cerca di scrivere storie europee e non locali, e ha annunciato la prossima pubblicazione del suo romando anche all’estero.

GLI ALTRI QUATTRO FINALISTI

premio campiello,giovanni montanaro,roberto andò,carmine abate,francesca melandri,marco missiroli,marcello foisPer quanto riguarda gli altri finalisti, Carmine Abate, che con “La collina del vento” (Mondadori) reinventa una saga familiare tra i suoi luoghi d’origine e di elezione (il profondo sud e il Trentino), è stato il più votato, con otto segnalazioni. Da registrare che lo scorso anno a classificarsi in cima alle preferenze dei giurati fu un altro libro con la parola “vento” nel titolo, “Disegnare il vento” di Ernesto Ferraro.
Secondi a pari merito, con sette voti, sono risultati Marco Missiroli con “Il senso dell’elefante” (Guanda) e Francesca Melandri, con “Più alto del mare” (Rizzoli), che coniugano entrambi – con modalità differenti – forti sentimenti di devozione familiare: il primo partendo da quello che è stato il topos più frequentato dell’anno, la portineria di un condominio, la seconda approdando ad un’isola-penitenziario dove una donna va a visitare il marito assassino e un uomo il figlio terrorista.
A Giovanni Montanaro sono bastati sei voti per approdare direttamente alla finale. 
Con un’ultima votazione Marcello Fois ha infine conquistato la finale col suo “Nel tempo di mezzo” (Einaudi), che narra un altro ritorno alle radici familiari e un’altra isola, la Sardegna, il cui paesaggio è il co-protagonista del romanzo.

Premio Campiello, ecco i cinque finalisti. L’Opera Prima a Roberto Andultima modifica: 2012-05-26T01:16:45+02:00da sergiofrigo
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