DA TUTTO IL CONTINENTE (E ANCHE DAI COMUNI ITALIANI) UN VOTO CONTRO L’EUROPA TEDESCA

Merkelgiù.jpegC’è un dato che accomuna – al di là delle enormi differenze locali –  i risultati del voto politico in Grecia, presidenziale in Francia e amministrativo in Inghilterra e Italia, ed è il no all’Europa tedesca, ai mercati e alla grande finanza globalizzata, accusati di piegare le politiche degli stati e le vite delle persone ai loro interessi. Un no coniugato in vari modi e varie gradazioni, naturalmente, a partire da quello caotico e viscerale del paese che la crisi e i suoi rimedi li subisce da più tempo e in modo più drammatico, la Grecia, a quello tutto sommato ancora possibilista ma gravido di conseguenze dell’anomala Italia, a quello più politico della Francia, dove difficoltà meno accentuate, un sistema elettorale eccellente e un certo aplomb istituzionale delle forze politiche in lizza ha incanalato la protesta entro canali tradizionali e verso obbiettivi ancora compatibili col quadro istituzionale europeo.

 D’altra parte il “pollo” francese (l’economia, la società, le reti collettive) ha ancora un po’ di ciccia addosso, e quindi quasi tutti riescono ancora a sfamarsi senza troppo agitarsi, mentre in Grecia sembra non ce ne sia più per nessuno, e dunque la società mi pare rischi di cannibalizzare se stessa e il suo sistema politico.

 

IN ITALIA VINCE IL NO AL GOVERNO, E GRILLO RACCOGLIE I FRUTTI

Anche in Italia il voto ha premiato chi si oppone alle politiche “tedesche” del governo (si veda l’exploit di Grillo, su cui tornerò domani), e ha penalizzato – seppure in misura differente – i partiti governativi, oltre a una Lega che si è rivelata inconcludente al governo e populista all’opposizione, e – naturalmente – corrotta al vertice e quindi omologata alla Casta che diceva di voler combattere. Il Pdl invece, come ho scritto qui già da lungo tempo, sconta fino in fondo la tragica eredità di Berlusconi, le sue divisioni profonde e una leadership non credibile proprio perché cooptata da un Capo impresentabile (ieri, simbolicamente, lontano perché assorbito dai festeggiamenti al suo amico oligarca).

CASINI, UN FLOP SIGNIFICATIVO PER IL POLO DI GOVERNO

Casinigiù.jpegMa alla luce dell’assunto iniziale uno degli aspetti più significativi, a mio parere poco sottolineato nei commenti, è la debacle del Terzo Polo, cioè della forza che più si è spesa, e con più coerenza, in favore del governo Monti. La crisi del Pdl doveva aprirgli davanti pascoli sterminati, solo che alla prova dei fatti Casini ha trovato i suoi soliti, sparuti armenti, e il grosso dei buoi già fuggiti altrove o rintanati nelle stalle dell’astensione. Il segnale è chiaro: l’elettorato nutre ancora una certa stima per Monti, ma non ama la sua politica (dettata dall’Europa), e ancor meno i partiti che lo sostengono, salvo concedere una residua chance per il Pd, forse in virtù del suo prudente pressing sulle misure di sviluppo e di equità. Tutto sta a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, cioè se accanto all’inasprimento fiscale che non si è ancora manifestato al suo massimo faranno capolino anche altre misure, e soprattutto se la cura da cavallo somministrata dai tecnici al paese comincerà a produrre qualche piccolo effetto sull’economia reale. Altrimenti fra un anno potrà accadere di tutto.

LE DIFFICILI COMPATIBILITA’ EUROPEE

E poi, naturalmente, bisognerà vedere se le spinte provenienti da varie parti del continente riusciranno a convincere la Germania a venire a più miti consigli e ad allentare la cinghia del rigore in favore di politiche sociali e di sviluppo: bisogna però rendersi conto che la strada è stretta, perché di soldi ce ne sono pochi, i mercati sono costantemente col fucile spianato, e soprattutto il confronto con le altre economie mondiali è impietoso per quasi tutti i paesi europei, con un impoverimento crescente delle nostre società che non consentirà a nessuno (forse solo la Germania esclusa) di continuare a produrre (poco e male) e a vivere (a lungo e bene) come prima. Ma tutto questo non mi sembra affatto chiaro agli elettori europei.

PER IL GOVERNO UN PERCORSO ANCOR PIU’ ACCIDENTATO

Nel frattempo credo che per il governo italiano si presenteranno mesi difficili, perché dovrà conciliare spinte sempre più divergenti, specialmente da un Pdl che ha avuto la dimostrazione plastica che il suo appoggio a Monti è fortemente inviso al suo elettorato, e per cercare di limitare i danni sarà tentato di alzare continuamente la posta (in direzione contraria a quella sostenuta dal Pd, naturalmente). Sempre che dalla Russia non torni Mandrake con l’ennesimo trucco…

DA TUTTO IL CONTINENTE (E ANCHE DAI COMUNI ITALIANI) UN VOTO CONTRO L’EUROPA TEDESCAultima modifica: 2012-05-08T11:45:00+02:00da sergiofrigo
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