OGGI IL PREMIO GIORGIO LAGO. LA SUA “COLPA” E’ DI AVERCI FATTO CREDERE CHE POTESSIMO ESSERE MIGLIORI DI QUELLO CHE SIAMO DIVENTATI

Lago.jpegSe c’è una colpa che attribuisco a Giorgio Lago, il direttore che mi ha assunto al Gazzettino nel lontano 1985, e che sarà ricordato questa sera al Teatro Accademico di Castelfranco con la consegna del premio a lui dedicato, è di averci indotto a credere – a noi suoi giornalisti, ma anche ai politici e agli imprenditori – che eravamo migliori di quello che in realtà eravamo, e soprattutto siamo diventati. Forse a “confonderci” è il ricordo di anni belli e ruggenti, in cui il Nordest trainava il Paese e si faceva sentire a Roma e non solo, il giornalismo appariva come un’avventura per giovani Robin Hood liberi e coraggiosi, e la politica il terreno di coltura di un futuro possibile.

Ecco perché in occasioni come quella di stasera si respira un’aria mesta di nostalgia, rimpianto, senso di inadeguatezza, anche se i personaggi premiati sono di solito il meglio di ciò che esprime questo territorio: oggi il riconoscimento andrà al violoncellista Mario Brunello per la “Cultura”, al rallysta Miki Biasion per lo “Sport”, al giornalista Fausto Biloslavo per il “Giornalismo”, all’industriale della pasta Giovanni Rana per il settore “Impresa” e ad Adele Biondani, presidente del Banco Alimentare del Veneto Onlus, per la sezione “Volontariato”. Cinque figure, ciascuna innovativa e straordinaria nel proprio campo, che hanno saputo interpretare fattivamente i valori del Nordest, contribuendo alla costruzione di quella dimensione metropolitana di cui Giorgio Lago è stato un precursore.

Accanto a loro sarà inoltre presente il filosofo ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, amico fidato di Lago e, assieme a lui, grande sostenitore del movimento dei sindaci, che ricorderà la figura del giornalista ed il suo ruolo di “promotore” del Nordest come laboratorio nazionale delle riforme istituzionali, a partire dal federalismo.

OGGI IL PREMIO GIORGIO LAGO. LA SUA “COLPA” E’ DI AVERCI FATTO CREDERE CHE POTESSIMO ESSERE MIGLIORI DI QUELLO CHE SIAMO DIVENTATIultima modifica: 2012-04-23T15:46:58+02:00da sergiofrigo
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