PIERMARIO MOROSINI, UNA MORTE MEDIATICA. E TUTTE LE LE ALTRE?

Morosini.jpegColpito, commosso, ma non persuaso. È da ieri sera che rimugino sulla morte di Piermario Morosini, su cui si sono aperti tutti i telegiornali, che oggi campeggia su tutte le prime pagine, a cui sono dedicati innumerevoli altarini su Facebook.

Le cose che abbiamo letto di lui raccontano di una vita disgraziata ma non disperata, nonostante tutto, e di un’ammirevole e ostinata ricerca di normalità nonostante i drammi vissuti: ma questo si è saputo dopo. Come pure dopo sono arrivate le polemiche per l’accesso bloccato allo stadio dell’ambulanza, o per gli insufficienti controlli medici. L’exploit di interesse si è registrato invece subito, a prescindere, come pure la curiosità morbosa dei media, che non hanno staccato mai il loro occhio elettronico dal dramma che stava avvenendo in campo, e che oggi, in alcuni casi (vedi il Piccolo di Trieste) sbattono in prima pagina foto terribili.

La domanda – anche sgradevole, ne convengo – è questa: perché questa morte – in fondo una delle tante morti  da cui veniamo sfiorati, e neppure la più emblematica – diventa un caso eclatante, tanto da fermare il campionato di calcio?

Si potrà rispondere che è morto un giovane, e che è morto nel momento in cui stava esprimendo – attraverso il gesto sportivo – la sua prestanza fisica: e questo genera un corto circuito che è il primo motore dell’interesse.

Io credo però in realtà che a smuovere noi massa dalla nostra fisiologica indifferenza, e a suscitare commozione, sia banalmente il fatto che la morte è avvenuta davanti alle telecamere, e che la ripetizione delle immagini abbia generato un evento mediatico, senza neppure bisogno della drammaticità visiva di altri eventi analoghi, come lo schianto di Simoncelli con la moto. Simoncelli.jpegMorosini o un altro, a quel punto, non avrebbe fatto poi tanta differenza. E infatti a tante altre morti – anche più emblematiche, anche più drammatiche, anche più significative, se è lecito “in mortis” misurare queste cose  – riserviamo solo una frazione minima di attenzione; e presto le rimuoviamo dai nostri archivi mentali, anche se dovrebbero “parlarci” più a lungo perché sono tutte a loro modo speciali.

RICORDIAMO, COL “MORO”, ANCHE GLI ALTRI CHE SE NE SONO ANDATI NELL’OMBRA

Per questo mi piacerebbe ricordare oggi, assieme a Piermario Morosini, altre vite che se ne sono andate, prima di poter esprimere la loro massima potenzialità, prima di poter completare la loro missione su questa terra, prima persino di poter essere amate. Ognuno di noi, se guardiamo indietro, ne ha incrociata qualcuna: ripensarci è il modo per farle rivivere, anche solo per un istante, e ridare loro un senso.

PIERMARIO MOROSINI, UNA MORTE MEDIATICA. E TUTTE LE LE ALTRE?ultima modifica: 2012-04-15T14:15:00+02:00da sergiofrigo
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