LA LEGA DOPO BOSSI: UNA ROCCAFORTE ASSEDIATA O UNA PRATERIA DA CONQUISTARE?

Bossi, Lega, Carroccio, Nord, centro-destra, Maroni, autonomisti, indipendentistiPer la politica italiana le dimissioni di Bossi sono un altro, violento terremoto, destinato ad avere ripercussioni fortissime. La domanda del momento è cosa ne sarà adesso della Lega, e cosa ne sarà della destra, e di conseguenza cosa ne sarà del quadro politico complessivo, visto che in politica tutto si tiene. L’impressione visiva della politica italiana, in questi ultimi mesi, è di una prateria spazzata dal vento, in cui si debbano piantare di nuovo tutti i paletti confinari. Naturalmente è sconsigliato spingersi troppo avanti nelle supposizioni, stante l’estrema mobilità del quadro di riferimento, ma qualche punto fermo si può cercare di stabilirlo.

IL CARROCCIO È RADICATO, E NON SCOMPARIRÀ…

Bossi, Lega, Carroccio, Nord, centro-destra, Maroni, autonomisti, indipendentistiIl primo è che la Lega – piaccia o non piaccia – non morirà con Bossi. Vacillerà pericolosamente, e vedrà ridursi soprattutto il consenso allargato, fatto di elettori pragmatici ma non fidelizzati (processo, peraltro, in corso da tempo); perderà probabilmente anche  una parte dei duri e puri, quelli che adesso soffrono di più e difficilmente sopporteranno l’omologazione del Carroccio – e in particolare del suo leader carismatico – alle peggiori degenerazioni della partitocrazia; ma il nocciolo duro dei fedeli non si disintegrerà, se il triunvirato e in particolare Maroni, sapranno ridare loro slancio e motivazioni (e soprattutto indicare uno sbocco politico credibile, che al momento non si intuisce, neppure nella versione Maroni).

La Lega però non è un partito di plastica, è radicata nel territorio grazie in particolare ai suoi amministratori, e inoltre presidia (non è secondario) migliaia di poltrone di sottogoverno, che significano soldi e consenso, per chi le occupa e per la cerchia dei beneficiari. Inoltre le sue parole d’ordine (anti-meridionalismo, anti-immigrazione, autogoverno) interpretano (di nuovo: piaccia o non piaccia) il sentimento di una parte consistente della società del Nord.

…MA PERDERÀ MOLTI CONSENSI: IN FAVORE DI CHI?

Il secondo punto è dove andranno i voti che il Carroccio perderà: una parte tornerà all’ovile Pdl, ma non credo tanti, considerato lo stato confusionale in cui versa il centro-destra orfano di Berlusconi, dilaniato dalle correnti e con un segretario non ancora legittimato. Magari ci sarà un travaso di voti verso i movimenti localisti e indipendentisti, di cui già si avverte qualche sintomo nella società, veneta in particolare: chi percorre ogni tanto la statale del Costo per Asiago avrà notato che nella prima curva c’era una casa che da sempre esponeva la bandiera della Lega e il vessillo del Leone di San Marco: ormai da parecchi mesi a sventolare sono solo le ali del Leone. Ma di segnali del genere ce ne sono molti.

Credo però che gran parte dei voti leghisti in libera uscita si trasformerà in astensione, cioè in ancora più sfiducia verso la politica, o in voto di protesta. Difficile dire, adesso, se una parte di essi potrà invece essere intercettata da qualche formazione già presente sul mercato politico (Idv? Grillini?), oppure se dall’esperienza del governo tecnico gemmerà qualche altra proposta convincente.

(1. continua)

LA LEGA DOPO BOSSI: UNA ROCCAFORTE ASSEDIATA O UNA PRATERIA DA CONQUISTARE?ultima modifica: 2012-04-06T11:32:59+02:00da sergiofrigo
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