MONTI E LA LEZIONE (RIMOSSA) DI ANDREOTTI SUL LOGORAMENTO DEL POTERE

monti,andreotti,governo,lavoro,partiti,articolo 18,cina,potere,lorogaMonti cita Andreotti sul “tirare a campare”, ma rischia di dimenticare un’altra celebre lezione della vecchia volpe democristiana sul delicato versante della gestione del potere: diceva Andreotti che il potere “logora chi non ce l’ha”, celando però al suo solito la parte sostanziale della verità: il potere infatti “non” logora solo se lo sai gestire, ma contemporaneamente lo sai dissimulare.

 L’ultimo Monti, invece, (e con lui alcuni suoi ministri) rischia di cadere nella trappola dell’esibizione della sua forza e dei suoi successi: al di là del merito della battaglia sull’articolo 18, distribuire pagelle (come ha fatto lui con la Spagna, come tende a fare spesso la Fornero), sottolineare gli apprezzamenti altrui (in Europa come, oggi, in Cina) soprattutto mettere i partiti che lo appoggiano (e il Paese intero) di fronte a degli aut-aut (“o così o me ne vado”), non aiuta infatti a raccogliere consensi, e contribuisce ad alzare barricate davanti al proprio percorso.

 Com’era facilmente prevedibile la riforma del lavoro, unita a questo atteggiamento che rivela una certa arroganza intellettuale, ha cominciato per la prima volta a erodere il consenso popolare di cui finora il premier ha goduto, come mostrano i sondaggi de La 7 (meno 5% in una settimana) e di Mannheimer (che parla addirittura di un calo del 15%).

IL RISCHIO DEI TECNICI “IMPOLITICI”: STRAPPARE IL TESSUTO DEMOCRATICO

È il rischio in cui incorrono dopo un po’ tutti coloro che comandano, e in particolare i tecnocrati o gli imprenditori che si trovano a fare politica senza avere il know how dei politici, che consiste nel conservare il consenso indorando le pillole che ci fanno ingoiare. Tecnocrati o imprenditori – abituati a decisioni rapide e indiscutibili nella loro tecnicalità – dopo un po’ scalpitano di insofferenza per i riti della politica, che costringono a rinvii infiniti per cercare di costruire il consenso intorno a una decisione: ma riti e minuetti sono l’abito della democrazia, e a volte anche la forma è sostanza.

In tempi come questi, in cui ci vogliono decisioni rapide ma non servono rotture, ci si aspetta che Monti impari a tirare la corda senza strapparla.

 

MONTI E LA LEZIONE (RIMOSSA) DI ANDREOTTI SUL LOGORAMENTO DEL POTEREultima modifica: 2012-03-27T13:54:00+02:00da sergiofrigo
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