IL CLIMA SBALLA, IL PROVERBIO VA IN PALLA

Signora mia, non ci sono più le stagioni di una volta. E a ben guardare neppure coi proverbi ci si raccapezza più.

Insomma, ce ne siamo dimenticati, ma vuoi per l’esperienza pratica che essi veicolavano, vuoi per la loro genericità, i proverbi hanno rappresentato per secoli uno dei principali canali di trasmissione delle conoscenze fra la gente comune: quando la lettura era privilegio di pochi e non c’erano i mezzi di informazione di massa, il proverbio ti diceva sempre qualcosa di ragionevole, e spesso di divertente, sui rapporti interpersonali, sui vizi e le virtù delle persone, e soprattutto sull’andamento delle stagioni. C’erano i “giorni della merla” che ricordavano agli eventuali… distratti che negli ultimi giorni di gennaio faceva ancora freddo, oppure la Candelora, che “dall’inverno simo fora, ma se piove o tira vento nell’inverno simo dentro”, o ancora “Sant’Antonio (17 gennaio), gran freddura, San Lorenzo (10 agosto) gran caldura, l’uno e l’altro poco dura”.

Solo che oggi, nel pieno del mutamento climatico che ha sconvolto le stagioni, essi andrebbero sottoposti a una riforma radicale: diamo magari atto che quest’anno “Febbraio febbraietto” è stato davvero “corto e maledetto” come da tradizione, almeno con le imprevedibili nevicate in centro-sud Italia. Ma che dire de “l’acqua di marzo” che “è peggio delle macchie ne’ vestiti”: e chi ne ha vista, di acqua a marzo?  Speriamo almeno che , con le falde acquifere che calano di un centimetro al giorno, siano confermate le previsioni che vogliono “Marzo alido, aprile umido”, oppure “Marzo asciutto, e april bagnato” (e “beato il villan c’ha seminato”).

“Marzo tinge, april dipinge”, si diceva poi, o anche “Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore”: in realtà in questa frettolosa primavera gravida di luce, colori e calura, abbiamo una fioritura impetuosa che ci assale da ogni parte, come se marzo volesse far concorrenza ad aprile e a maggio.

E cosa accadrà al meteo nei due prossimi mesi? Dimenticatevi i proverbi: “Aprile aprilone, non mi farai por giù il pelliccione”, diceva uno; “aprile non ti scoprire, e maggio va adagio” gli faceva eco l’altro; dovremo deciderci ad aggiornare anche quelli: che ne dite di “aprile non ti vestire” e “a maggio il foraggio”. E per l’estate ci penseremo.

Intanto godetevi queste immagini di via Monte Grappa e del suo prolungamento in via Piave, a Padova, che per una settimana diventano le strade più belle di Padova.

 

 

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IL CLIMA SBALLA, IL PROVERBIO VA IN PALLAultima modifica: 2012-03-24T13:28:00+01:00da sergiofrigo
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