FRANCESCO SCHETTINO, IL COLPEVOLE PERFETTO. ANCHE TROPPO

Schettino.jpegA mia memoria mai si è assistito a una dimostrazione così plateale di inettitudine e malafede come nel caso del comandante della Concordia Francesco Schettino. E mai una persona si è prestata così bene ad incarnare i vizi nazionali, la sbruffoneria, l’imperizia, la dissimulazione, l’irresponsabilità; oppure a rappresentare addirittura l’essenza stessa dell’uomo contemporaneo, troppo abituato a confidare nella sua tecnologia e ad ignorare qualsiasi limite, e quindi inevitabilmente vocato a incontrare prima o poi la catastrofe. Un simbolo, insomma, un paradigma, più ancora che un colpevole perfetto.

INCHIODATO DALLE SUE STESSE PAROLE ALLA GOGNA MEDIATICA

A incastrarlo ci sono, oltre alle sue azioni, le sue parole, quelle sciagurate telefonate con la Capitaneria di porto che ora lo inchiodano alla sua croce, o meglio alla sua gogna, ma anche le cose se possibile ancora più meschine dette per difendersi nel corso degli interrogatori davanti ai magistrati. Si, perché Schettino anche se è tornato – certo molto presto – nella sua abitazione, è idealmente inchiodato ad una gogna mediatica dalla quale difficilmente riuscirà mai a liberarsi.Nave.jpg

Ma proprio nel momento della sua massima infamia e della sua massima sfortuna quest’uomo che si è trovato a provocare il disastro perfetto ci parla di noi, e ci rivela alcuni aspetti insieme ancestrali e modernissimi – ma comunque non troppo commendevoli – della nostra psicologia e della nostra socialità. Perché – diciamolo – la pubblicazione immediata di quelle telefonate su cui ci siamo avventati tutti (giornalisti e utenti dei social network) dal punto di vista strettamente “formale” (ma in uno stato di diritto la forma è sostanza) è una cosa incivile. E’ come se Schettino fosse stato catturato, giudicato, condannato e punito in tempo reale, sugli schermi televisivi e dei computer di tutto il mondo, prima ancora che un giudice abbia potuto interrogarlo a fondo.

 UN “PROCESSO” SOMMARIO, MODERNISSIMO E INSIEME ANCESTRALE

 E’ evidente che su questo terreno negli ultimi anni si è verificato un cambiamento radicale, una mediatizzazione della giustizia che ne ha cambiato il profilo in profondità, e con esso ha modificato gli stessi contorni del patto sociale che lega gli individui fra loro e allo Stato, e che comunque assicurava precise garanzie anche al colpevole dei gesti più truci.

Ma se tutto questo è un portato della modernità tecnologica, che ha accelerato e moltiplicato a dismisura la possibilità di manifestazione dell’individuo, in tutte le sue espressioni (il narcisismo e la gogna sono le due facce fra loro intrinsecamente legate della Rete), si tratta al tempo stesso della risposta al bisogno di capro espiatorio che è una costante della storia umana, cioè all’esigenza ancestrale della gente di essere rassicurata rispetto ad un fatto tanto sconvolgente attraverso l’individuazione il più rapida possibile di un colpevole purchessia.

 DALLA GOGNA PER IL CODARDO ALLA CACCIA ALL’EROE

 Schettito, da questo punto di vista, con la sua inettitudine e malafede così evidenti, è come ho già detto assolutamente perfetto: come hanno mostrato impietosamente gli interrogatori, tra l’altro, non c’è in lui neppure un briciolo della grandezza di un lord Jim che dopo aver abbandonato nel pericolo la sua nave carica di passeggeri inermi non trovò pace fino a che – per cancellare l’infamia di un momento – non riuscì a costruirsi un martirio eroico dopo una vita di auto-flagellazione.giglio,concordia,schettino,capro espiatorio,gogna mediatica,capitaneria di porto,telefonate,nave,costa

L’altra faccia di questa regressione collettiva è la caccia liberatoria all’eroe, indispensabile contraltare al “villain di questa tragica commedia: prima l’ufficiale salvatore, ora il severo e virile comandante della Capitaneria Gregorio De Falco, già diventato un idolo della Rete per aver fatto sempicemente il suo dovere. Ricordate Brecht, “sfortunato il paese che ha bisogno di eroi”?

 I PERICOLI DEL RICORSO AL CAPRO ESPIATORIO

La giustizia sommaria e il capro espiatorio però, ricordiamolo, rischiano sempre di compromettere una ricostruzione completa e obiettiva dei fatti, concentrano tutte le colpe su un individuo e mettono in ombra tutte le altre responsabilità, spesso altrettanto decisive, che hanno concorso al disastro: quelle della compagnia di navigazione, ad esempio, con la sua gestione quantomeno disinvolta degli arruolamenti e delle promozioni, o quelle degli altri ufficiali, che come Schettino hanno abbandonato la nave lasciando in balia del mare i passeggeri. Senza contare un altro aspetto altrettanto decisivo: che la costruzione attraverso i media del nemico pubblico è stata spesso un tassello dello Stato autoritario.

 

FRANCESCO SCHETTINO, IL COLPEVOLE PERFETTO. ANCHE TROPPOultima modifica: 2012-01-18T10:31:00+01:00da sergiofrigo
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20 risposte a FRANCESCO SCHETTINO, IL COLPEVOLE PERFETTO. ANCHE TROPPO

  1. Pauline scrive:

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