L’ANALISI: QUO VADIS MARONI? LA LEGA DEL DOPO BOSSI

MaroniBossi.jpgQuo vadis Maroni? La domanda si pone adesso che Bobo è stato zittito dal Capo e rischia l’espulsione dalla Lega, nonostante il consenso di cui gode nella base. Ma si poneva anche prima, perché a differenza di Bossi, che la sua strategia ce l’ha bella ed evidente (promuovere il figlio, continuare a comandare dietro le quinte, riallearsi con Berlusconi appena possibile) l’ex ministro degli interni appare ancora in mezzo al guado, e non appare in grado di offrire un’alternativa vincente: da soli alle urne, con questa legge elettorale? Un bagno di sangue! E prima ci sono le amministrative…

In realtà la strada Maroni (nella foto l’immagine dal suo profilo Fb) l’avrebbe individuata, ma avrebbe di alternativo solo l’aspetto generazionale: lui al posto di Bossi (ma senza “assassinare” il padre) e Alfano al posto di Berlusconi, e poi via come prima, magari cercando un aggancio (che però mi sembra al momento piuttosto difficile) con Casini & c.


B&B, I GRANDI VECCHI ABBARBICATI AL POTERE

Solo che i due grandi vecchi non ne vogliono sapere. I contorcimenti di Bossi maroni,bossi,lega,oneto,padania,cerchio magico,tanzania,cosentinoli stiamo vedendo in queste ore, e dicono di un leader allo sbando, circondato da servitori sciocchi e infidi, totalmente indifferente ai desiderata del suo popolo (su Cortina, referendum elettorale, Cosentino, i fondi in Tanzania eccetera) e del tutto alieno a qualsiasi dialettica democratica e fedele solo alla sua antica regola “vale quello che dico io”, anche se la maggioranza – e lui stesso – aveva sostenuto il contrario fino a cinque minuti prima.

E ALFANO, CHI L’HA VISTO?

maroni,bossi,lega,oneto,padania,cerchio magico,tanzania,cosentino Per quanto riguarda il Pdl dovremmo porre su Alfano un’altra domanda epocale: “Chi l’ha visto?” Perché al protagonismo del Cavaliere, di Cicchitto, Gasparri & c. corrisponde il silenzio di tomba del nostro, che non sembra neppure in grado di regolare i durissimi conflitti interni al partito (vedi il caso Vicenza-Veneto). Si può intuire che vorrebbe agganciare anche lui Casini & c. a partire dal comune appoggio a Monti, ma finché gli altri maggiorenti gli smontano quotidianamente il giochino con gli attacchi al governo, su questa strada non sembra destinato a fare grandi passi.

LA STRATEGIA DI MARONI: RESISTERE E MOBILITARE LA BASE

Tornando dunque a Maroni: è chiaro che non ha nessuna intenzione di andarsene di sua iniziativa dalla Lega, semmai preferirebbe essere cacciato: in un modo o nell’altro, comunque, lui punta sul logoramento ulteriore della leadership di Bossi, che però per assumere rilievo politico dovrebbe essere sancita dai congressi: che a questo punto il Senatur cercherà in tutti i modi di evitare (l’assise della Lega Lombarda non  viene convocata da otto anni e il congresso federale da dieci). E se non si fanno i congressi gli assetti di potere, per quanto impopolari nella base, rimangono quelli che sono, compreso il potere decisivo di fare le liste con l’attuale legge Porcellum, tagliando fuori i dissidenti.

LA SOLLEVAZIONE E’ IN ATTO

È probabile dunque che Maroni, Tosi & c puntino a fa emergere e coagulare il dissenso della base per spingere Bossi a concedere la conta: non dev’essere neanche tanto difficile, registrando quello che succede in Rete: se Radio Padania zittisce gli spettatori critici, sui blog e sui siti (ultimo il quotidiano on-line “L’indipendenza” fondato dai fuoriusciti dalla Padania) la sollevazione anti Bossi è unanime. “w maroni che prende i mafiosi – si leggeva in un post – grazie bossi ma adesso fatti da parte!!! w il popolo leghista che invaderà milano capitale siamo un popolo sfruttato svegliamoci!!! noi siamo la lega nord !!! solo noi!!!!!”

Non solo: su oltre 900 telefonate raccolte l’altra sera in un sondaggio di Antenna Tre, circa il 98% erano in favore di Maroni, e in una terra come il trevigiano che gli era tradizionalmente ostile. Senza contare che sarebbero un centinaio i circoli, le sezioni, i gruppi consigliari leghisti del Nord che contravvenendo ai diktat del Capo hanno deciso di invitare Maroni a parlare.

In serata poi Bossi, evidentamente travolto dalle proteste, ha smentito il diktat, e annunciato che con Maroni faranno un comizio insieme. Come dire: “Non mi chiamo mica Bossi io!”

ONETO: UN’ANALISI DEVASTANTE E UNA STRADA PER I DELUSI

Consiglio, a questo proposito, la lettura dell’analisi devastante sul Senatur e il suo cerchio magico di Gilberto Oneto (già braccio destro di Miglio, non certo un nemico della Lega), che lascia capire anche la direzione in cui si sta muovendo una buona percentuale dei delusi dalla Lega, quelli almeno che ci credono ancora.

http://www.lindipendenza.com/buona-tanzania-a-tutti/

L’ANALISI: QUO VADIS MARONI? LA LEGA DEL DOPO BOSSIultima modifica: 2012-01-14T16:47:00+01:00da sergiofrigo
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