CONSIGLI PER FAR DIVENTARE IL NUOVO ANNO UN PO’ MENO NERO

2012.jpgMi hanno colpito, ieri, i dati di un sondaggio proposto dal Tg3, secondo cui l’atteggiamento imperante fra gli italiani rispetto all’anno appena iniziato è di forte pessimismo, sia sul versante individuale che collettivo. Certo, la situazione è quella che è, e per puntare sulla speranza ci vuole, in questo periodo, molta buona volontà. Credo però che ci siano degli elementi per affrontare l’anno che ci aspetta in maniera più positiva e più energica.

Questo articolo di Alessandra Graziottin, sul Gazzettino di ieri, ne è un esempio.

Tornare all’essenziale

per rendere migliore

il nuovo anno

 

di Alessandra Graziottin


Sarà un anno duro, inquieto. Sarà possibile trasformare questo tempo di crisi in opportunità positive? La sfida è grande. Perché ci sentiremo più impotenti, vittime di giochi finanziari che non controlliamo e che ci impoveriscono con rapido cinismo. Ci sentiremo più arrabbiati, più soli, più depressi. Più a rischio di ammalarci, con un’assistenza sanitaria che diventerà, temo, sempre più arcigna. Che cosa può aiutarci ad affrontare questi tempi bui, di morale pubblica collassata, di finanze allo stremo, di disoccupazione in crescita, di ristrettezze inattese e crescenti, di crisi spirituale? 

      Bisogna ripartire da se stessi, innanzitutto, senza più aspettare aiuti o benefici dall’esterno. Bisogna investire in salute, con stili di vita sani, ma anche con una guida molto più prudente: basta una distrazione per ritrovarsi feriti, dipendenti per mesi dagli altri o definitivamente invalidi. Gran taglio alle spese e al consumismo, e selezionare l’essenziale. Anche con i bambini. Cancellare l’erba “voglio” dal lessico quotidiano. Più sobrietà generale, dal vestiario agli accessori. Bisogna reinvestire sugli affetti e sulla famiglia, l’unica base sicura su cui si possa davvero contare. Quando si è ben seminato, la famiglia sa esserci, soprattutto nei tempi difficili.

    Bisogna reinvestire sull’educazione: dal tono di voce al linguaggio, all’ascolto. Tensione, collera e irritabilità favoriscono gli insulti, i toni concitati e aggressivi, rendendo un inferno la vita quotidiana. Bisogna davvero impegnarsi per cambiare il modo con cui ci parliamo, soprattutto in famiglia. Impariamo ad ascoltarci, a sentire il tono di voce con cui ci rivolgiamo agli altri. Respiriamo a fondo, prima di parlare. Prima di dire una cosa spiacevole, pensiamoci tre volte. Un bel tacere, subito, e magari riprendere il discorso il giorno dopo, con più pacate, meditate ed efficaci parole. Non è affatto questione di lasciar perdere, sentendosi perdenti. Si tratta invece di scegliere il giusto tempo, il giusto tono, l’argomentazione persuasiva, perché il messaggio passi. Vale tra coniugi come tra fidanzati. Vale con i figli e con i genitori. Vale nell’ambiente di lavoro. Sprecare energia in collere impulsive e distruttive è un lusso che non ci possiamo più permettere. Prima di separarci, soprattutto se abbiamo figli, pensiamoci trenta volte. Il dopo è economicamente (e poi emotivamente) una catastrofe, per la maggioranza delle coppie che abbiano lavori a reddito normale, o in cui solo uno guadagni. E sarà più duro negli anni a venire.

  Se qualcosa è difficile da dire, torniamo all’antica abitudine di scrivere un biglietto, una lettera pacata, sottolineando gli aspetti positivi e costruttivi di quello che vorremmo dire. Rinnovando i segni di affetto e di attenzione. Ri-educhiamo i figli ad aiutare in casa, a studiare con più impegno, a essere più responsabili, a costruire le basi interiori e di preparazione più solide per affrontare un futuro che sarà ancora più incerto per loro. I ragazzini cinesi o indiani studiano con dedizione assoluta. I nostri rischieranno di perdere anche sul fronte della competizione obiettiva. Perché loro saranno più preparati. Ci vorrà competenza professionale vera, conoscenza reale delle lingue, capacità mentale allenata anche da uno studio quotidiano fatto con metodo. E se un figlio è più portato per i lavori manuali, è inutile intestardirsi perché arrivi ad una laurea. Meglio un diploma tecnico e che si metta subito ad imparare bene il mestiere per cui è portato: tutta vita e competitività guadagnata. Linea dura su vocazioni all’autodistruzione: no tassativo ad alcol, fumo e droghe.  

 Se tutti i genitori fossero rigorosi su questo punto, molti dei disastri e della sofferenza dei nostri adolescenti sarebbero evitati. Motiviamoli e gratifichiamoli con più attenzione, più ascolto vero, più amore sano, più incoraggiamento a fare sport o attività che amino e li stimolino . E per divertirci? Ballo, musica, canto, giochi condivisi: tutte attività a basso costo e alto divertimento. In sintesi: meno “ismi” (consumismo, narcisismo, esibizionismo) e più sostanza. Con l’augurio di scoprirci più concretamente felici insieme. Cambiati in meglio.

CONSIGLI PER FAR DIVENTARE IL NUOVO ANNO UN PO’ MENO NEROultima modifica: 2012-01-03T13:19:19+01:00da sergiofrigo
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