CHE FARE DI UNA SOCIETÀ IN CUI UNA PERSONA SU TRE SARÀ VECCHIA E UNA SU QUATTRO STRANIERA?

anzianaimmigr.jpgC’è una cosa che mi fa sorridere, nelle previsioni dell’Istat sul futuro demografico dell’Italia, diffuse oggi: se le cose andranno come prevede l’Istituto di statistica, significa che per i prossimi 40-50 anni la Lega non metterà più piede nella stanza dei bottoni, o almeno non riuscirà a incidere minimamente sul futuro del nostro paese. Si parla infatti, da qui al 2065, di una moltiplicazione per tre del numero degli immigrati, dagli attuali 4.6 a 14.1 milioni.

Scherzi a parte: non sarò qui a vederlo, ma non credo che piacerebbe neppure a me un futuro in cui un terzo delle persone avesse più di 65 anni (questa è l’altra proiezione Istat)  e un quarto fosse straniero. Effettivamente una presenza straniera del 25% mette seriamente in pericolo la coesione delle comunità (non lo sostiene Bossi, ma un serio studioso americano di estrazione liberal come Robert Putnam, autore di “Bowling alone”). Il problema è che se non ci fossero gli stranieri gli ultrasessantacinquenni sarebbero quasi la metà della popolazione, e anche questo non sarebbe il massimo. Altro che andare in pensione!

 

UN DESTINO INELUTTABILE, CHE SI PUO’ GESTIRE MA NON RESPINGERE

E comunque – piacciano o non piacciano – le proiezioni dell’Istat ci dicono che l’immigrazione straniera nel nostro paese non è una scelta, ma un destino, contro il quale possiamo fare ben poco, con buona pace delle mobilitazioni leghiste. Quello della demografia è anzi il terreno in cui l’ostilità della Lega all’immigrazione mostra tutto il suo velleitarismo ideologico. Bastano un paio di domande per chiarirlo. Primo: si pensa che sia possibile (e come, se non sparando addosso ai barconi e bloccando i permessi turistici?) fermare i flussi umani dal sud del mondo, a fronte del riscaldamento globale e della desertificazione avanzante, e del permanere degli attuali squilibri? (L’unico modo efficace per fermare i flussi migratori sarebbe il fallimento economico del nostro paese, se qualcuno lo vuole, lo dica) Secondo: come potrebbe sopravvivere una società terribilmente vecchieggiante come la nostra, senza l’apporto determinante degli immigrati in alcuni settori fondamentali della nostra vita sociale?

DIVENTINO ITALIANI COLORO CHE CONDIVIDONO LE NOSTRE REGOLE E I NOSTRI VALORI

Detto questo, bisognerà finalmente decidersi ad affrontare seriamente la questione, senza buonismi o cattivismi di maniera, e soprattutto senza paraocchi ideologici: io credo che l’unica strada sia un’accelerazione dei percorsi di “integrazione contrattata”, cioè incoraggiare a diventare pienamente italiani non solo coloro che nascono qui, ma anche coloro che qui arrivano per condividere gli obiettivi di fondo della nostra società e rispettare fino in fondo le sue regole.

 

CHE FARE DI UNA SOCIETÀ IN CUI UNA PERSONA SU TRE SARÀ VECCHIA E UNA SU QUATTRO STRANIERA?ultima modifica: 2011-12-29T02:13:12+01:00da sergiofrigo
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in Caro Zaia, futuro, immigrazione, politica, società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a CHE FARE DI UNA SOCIETÀ IN CUI UNA PERSONA SU TRE SARÀ VECCHIA E UNA SU QUATTRO STRANIERA?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *