CHE COSA RIVELANO LE LACRIME DELLA MINISTRA E L’”INSIGNIFICANTE” BATTUTINA DI MONTI

Fornero.jpgCi vorranno giorni per metabolizzare la manovra, settimane per comprenderne le ricadute complessive sulle nostre vite, mesi per verificare se la ricetta funziona.

Si possono però commentare a botta calda alcuni aspetti di contorno di quel vero e proprio psicodramma che è stata la presentazione alla stampa, seguita con enorme partecipazione emotiva da milioni di italiani (padani compresi, checchè ne dica Bossi) davanti alla televisione.

IL PESO DI ASSUMERSI DELLE RESPONSABILITÀ E LA DISPONIBILITÀ A CONDIVIDERE LA FATICA

Si deve necessariamente partire dal pianto della ministra Fornero, già protagonista in giornata della sfuriata contro l’assenza di rappresentanze femminili nella delegazione giovanile che la stava incontrando (brava!). Il suo pianto – che in termini psicoanalitici si potrebbe definire abreazione – non a caso oggi sarà sui media di tutto il mondo perché rivelatore del disagio psicologico vissuto da lei (e da molti suoi colleghi, immagino) in questi 17 giorni, che sono sembrati lunghi come 17 mesi, nell’assumersi responsabilità che si sapeva in partenza essere pesantissime, e nel prendere decisioni che non si sarebbero volute prendere. Ma credo che quel pianto sveli con la necessaria brutalità a noi tutti quanto grave sia la situazione, ma al tempo stesso comunichi un senso di condivisione che avevamo dimenticato: ci dice in sostanza che la squadra di governo ha ben presenti i sacrifici che ci sta chiedendo, e che si fa carico assieme a noi del loro peso (ecco perché ho trovato di grande coerenza – e per niente demagogico – che il premier abbia comunicato, pregando i ministri di non intervenire su questo punto, la sua rinuncia agli emolumenti a cui avrebbe diritto; e tanto più significativo che l’abbia ripetuto – con soave ironia – ad un esponente della vecchia casta politica – Gustavo Selva – che ai privilegi del potere non ha mai rinunciato).

”COMMUOVITI MA CORREGGIMI”: DOVE MONTI SVELA LE SUE DOTI DI LEADER

Subito dopo l’interruzione della Fornero c’è stata la frase chiave di Mario Monti, pronunciata accarezzandole discretamente il braccio per consolarla: ”Commuoviti ma correggimi”. Vorrei che non sfuggisse il senso profondo di una battuta apparentemente inoffensiva, che rischierebbe di passare inosservata a fronte del fragore mediatico delle lacrime ministeriali che l’hanno preceduta. Qui a parlare è la consapevolezza, l’umanità e l’autorevolezza dell’uomo, che deriva direttamente dalla grandezza (e dalla gravosità) della missione che si è assunto. Come se il comandante, in una battaglia all’ultimo sangue, dicesse ai soldati: “comprendo bene il vostro dolore e la vostra fatica, ma ora bisogna combattere; io sono con voi, ma voi non fate venir meno il vostro apporto”.

MA NON E’ UN GOVERNO DI SINISTRA

Credo che difficilmente un messaggio potesse essere trasmesso (e del tutto casualmente) con maggiore efficacia. Perché questo appello di Monti è rivolto a tutti noi. Dispiace che qualcuno, fra gli amici di sinistra, si aspettasse (ingenuamente) di più da questa manovra: certo, ci poteva (e doveva) essere più coraggio sulla famosa equità, maggior decisione sui grandi patrimoni. Ma ricordiamoci che gli economisti liberisti ad esempio avrebbero voluto misure ancora più drastiche e impopolari. Questo non è un governo di sinistra, non è nato per accontentare qualcuno con misure di principio, ma per scontentare un po’ tutti con scelte difficili che incideranno in profondità sulla nostra vita e che solo dei tecnici potevano assumere

Mi irrita decisamente, invece, chi pensa che quella della Fornero sia una commedia: a tanto è arrivato il nostro cinismo? Vogliamo seguire su questo terreno i leghisti come Maroni, che dopo aver coperto le peggiori nefandezze ora parlano di “governo di attori?

UN APPELLO RIVOLTO A TUTTI NOI, PENSANDO AL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI

Almeno concediamo che si tratta di un governo fatto di gente seria, competente, che sa quello che fa, e ce lo dice in maniera trasparente: c’è da salvare l’economia e da salvare l’Europa, ma soprattutto si devono fare sacrifici perché i nostri figli possano avere delle opportunità; opportunità che, se noi continuassimo come se il mondo fosse ancora quello di prima, essi non avrebbero mai.

Certo, non sono in grado di valutare se la ricetta sia quella giusta (“Una ciambella di salvataggio – è il commento del vignettista di Repubblica Massimo Bucchi – speriamo abbia il buco”), ma credo che nessuno sia in grado di prevederlo oggi, anche perché il suo esito non dipende solo dal nostro paese, ma da molteplici e imprevedibili variabili.

Ma fra queste variabili c’è sicuramente anche la nostra personale reazione: ci vengono chiesti dei sacrifici e ci viene proposto un obiettivo. Sta a noi rispondere, e non tanto a Monti e al suo governo, ma al nostro Paese e ai nostri figli.

CHE COSA RIVELANO LE LACRIME DELLA MINISTRA E L’”INSIGNIFICANTE” BATTUTINA DI MONTIultima modifica: 2011-12-05T02:48:00+01:00da sergiofrigo
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