IL VENETO FUORI DAL GOVERNO PERCHÉ INDIFFERENTE ALLA CULTURA

governo, Monti, Veneto, assente, ministri, cultura, indifferenza, investimenti, ricerca, Lega, leghisti, amministratori, Bocconi, capitale europeaHa suscitato qualche malumore, dalle nostre parti, il fatto che nel nuovo governo – a parte Corrado Clini che ha subito combinato un guaio con le sue dichiarazioni filo-nucleariste – non ci sia neppure un veneto (ma la Cancellieri è vicentina ad honorem, visto che è diventata prefetto proprio qui, a metà anni ’90: simpatica, l’ho conosciuta, mi raccontano che qualche sera prendeva il treno per Milano all’ultimo momento, e attraversava trafelata i binari evitando il sottopassaggio, per la disperazione dei poliziotti…)

 

Raccogliendo qualche reazione in merito, nei giorni scorsi per il Gazzettino, non ho potuto non trarre qualche deduzione un po’ amara sulle scelte e i destini della nostra regione.

 

ESTRANEI ALLE ÉLITES E ASSENTI DAI CIRCOLI CHE CONTANO

È chiaro che nel momento in cui un premier come Monti sceglie dei ministri fra studiosi e tecnici di chiara fama non lo fa sulla base della loro origine territoriale, ma della loro competenza e del loro prestigio, oltre che dalla sua eventuale familiarità con loro. Tutto questo comporta inevitabilmente che siano privilegiati coloro che condividono col premier la frequentazione di determinati ambienti, affinità culturali e/o politiche, visibilità nel circuito delle élites nazionali. E questa posizione la si conquista perché si è bravi nel proprio ambito, capaci di stringere relazioni significative, ma anche se si ha dietro un sistema che ti supporta e ti spinge in primo piano.

ESCLUSI DALLA COMUNICAZIONE SUBIAMO NARRAZIONI ESTERNE E OSTILI

Di tutto questo, ahimè, c’è scarsa traccia nel Veneto.  In mancanza di una Bocconi, una Normale, una Sapienza, le nostre università hanno appena cominciato a fare sistema, il che significherà, auspicabilmente, anche assumere un peso specifico culturale maggiore in ambito nazionale; e manca un sistema mediatico (giornali nazionali, cinema, televisioni, come ci sono a Roma e Milano, naturalmente, e anche se in misura minore a Torino) in grado di fare da cassa di risonanza di ciò che avviene nel territorio, evitando di farsi imporre una narrazione dall’esterno (cioè, si decide a Roma e a Milano che cosa si dice del Veneto: avete presente il black out dello scorso anno sull’alluvione? O le innumerevoli trasmissioni televisive e i film sui veneti laboriosi, puttanieri e razzisti?). Da ultimo, per diventare davvero importanti bisogna andar via, o almeno avere agganci significativi fuori, e preferibilmente parlare del Veneto con accenti critici (si considerino i Cacciari, i Diamanti, i Paolini, i Toni Negri): perché questo è il tono del discorso su di noi che viene accettato volentieri all’esterno.

MA È COLPA NOSTRA, CHE TRASCURIAMO CULTURA, COMUNICAZIONE E RICERCA

governo, Monti, Veneto, assente, ministri, cultura, indifferenza, investimenti, ricerca, Lega, leghisti, amministratori, Bocconi, capitale europeaSia chiaro, non voglio fare del vittimismo. Dico anzi, e lo dico con forza, che è TOTALMENTE COLPA NOSTRA. Troppo a lungo (e ancor oggi) ci siamo concentrati sul lavoro, snobbando la cultura, la ricerca e la comunicazione come fossero fastidiosi diversivi; e quando promuoviamo la cultura è tendenzialmente in chiave localistica e nostalgica; i nostri politici e i nostri imprenditori investono poco e di malumore in questi comparti (persino gli industriali faticano a raccogliere le somme necessarie per organizzare il Premio Campiello), ignorando a suo tempo persino il valore strategico di un giornale come il Gazzettino; se andiamo a vedere l’ammontare della spesa pro-capite in cultura, come emerge dalla relazione della Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale elaborazione del consigliere regionale del Pd Stefano Fracasso), scopriamo che nel 2010 il Veneto ha speso poco più di 8 euro, meno di tutte le altre regioni del nord esclusa la Lombardia (che però grazie alla massa critica dei suoi abitanti recupera in valori assoluti): il Piemonte ha speso 16 euro, la Toscana 20, per non parlare delle regioni autonome come Friuli V. G. (78 euro/abitante) e Trentino Alto Adige (147). Nella spesa per la ricerca siamo buoni ultimi, con 0.89 euro investito per abitante, contro un euro dell’Emilia, 3,2 della Lombardia, 34.5 del Piemonte…

Su queste basi, mi dispiace, ma non solo non si diventa Capitale Europea della cultura, ma non si costruiscono neppure poli culturali di eccellenza, capaci di attirare tecnici e talenti di alto livello, e di valorizzare quelli che ci sono in casa, dunque non si fa egemonia, ma nemmeno si emerge ai livelli minimi di visibilità, in ultima istanza non si esprimono neppure ministri, quando la competizione passa dal terreno politico (dove nel governo precedente eravamo ben rappresentati ance grazie al peso dei voti) a quello delle competenze riconosciute e visibili.

ORA L’ESCLUSIONE È ANCHE POLITICA: CON CHI SI RAPPORTERANNO I LEGHISTI?

E a proposito della politica: l’assenza di un retroterra culturale di un qualche spessore e di relazioni significative con le élites del paese ha pesato drammaticamente, a mio parere, nel girare a vuoto della Lega proprio sul terreno per lei decisivo della realizzazione del federalismo. Vissuto e imposto dal Carroccio come una propria battaglia non è mai diventato davvero un patrimonio comune e un obiettivo trasversale del paese e soprattutto dei suoi ceti dirigenti, e ora se ne vedono le conseguenze, considerato che se n’ è persa ogni traccia nell’agenda politica. governo, Monti, Veneto, assente, ministri, cultura, indifferenza, investimenti, ricerca, Lega, leghisti, amministratori, Bocconi, capitale europea

Ma cosa accadrà nei prossimi, decisivi mesi, quando a discutere con i bocconiani delle scelte strategiche per il Veneto manderemo i nostri amministratori locali (non parlo tanto di Zaia o di Tosi, per chiarire, ma di tutti quelli che stanno sotto di loro), digiuni di competenze culturali e tecniche e privi anche di relazioni e di entrature in quegli ambienti? Non oso pensarlo…

IL VENETO FUORI DAL GOVERNO PERCHÉ INDIFFERENTE ALLA CULTURAultima modifica: 2011-11-21T12:34:52+01:00da sergiofrigo
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