ANCHE I “GRANDI” COPIANO: MINA, LA CANZONE ANONIMA E UN SUO COLLEGA MENO CORRETTO

Mina, plagio, autore, ricerca, copiare, musica, canzoniOggi voglio commentare una notizia minore (e raccontare un episodio inedito) su un tema apparentemente leggero, come il plagio, e più in generale sull’utilizzo della Rete, e sul rispetto che si deve al lavoro degli autori. Anche perché, e qui parlo per esperienza diretta, fa decisamente incazzare ritrovare in giro, spesso su siti promozionali, propri articoli pubblicati in forma anonima, su cui hai speso tempo ed energie, e vedere che altri li sfruttano a fini commerciali.

Parto da Mina, che nei giorni scorsi ha diffuso sulla sua pagina Fb un appello per cercare l’autore di un vecchio brano – “Questa canzone”, ora pubblicato sul suo sito – di cui aveva perso le tracce. Il figlio Massimiliano, produttore dei suoi dischi, ha spiegato che ricevono 3mila proposte ogni anno, e può capitare che di una si perdano nome e indirizzo dell’autore.

Tempo tre giorni (e 80mila visualizzazioni sulla pagina, tanto che molti pensano in realtà che si sia trattato di un’operazione di marketing) gli autori sono stati individuati: si tratta del musicista Mario Nobile, che 15 anni fa inviò alla cantante un provino piano e voce con testo di Paolo Limiti.


GLI ALTRI PLAGI: UN EPISODIO INEDITO CHE HO TOCCATO CON MANO

In contemporanea un autore musicale genovese, Antonio Melluso, ha denunciato che in Italia molti artisti famosi, da Giorgia ai Negramaro, dai Litfiba a Marco Mengoni (e case discografiche come la Sony) hanno tratto ispirazione e spesso copiato in modo integrale brani composti da lui e dal suo team (Marco Magi e Eugenio Cugnoli). Melluso sostiene di essersi rivolto a più riprese alla Siae, «ma senza successo».

A questo proposito posso dire di aver toccato con mano un episodio analogo, che riguarda un conoscente con qualche piccola velleità poetica, e uno dei maggiori cantautori italiani, noto per le sue prese di posizione dissacranti (non ne dico il nome pubblicamente per evitare eventuali citazioni in tribunale): ebbene, qualche anno fa questa persona mi interpella e mi fa vedere sul telefonino una poesia che aveva scritto in occasione di un suo (un po’ triste) compleanno: ebbene, si trattava del testo di una canzone del musicista che vi citavo, e che era in testa alle classifiche di vendita dei dischi e lodata dai critici musicali come la canzone della svolta esistenziale del nostro. Il piccolo particolare è che quella poesia l’aveva scritta il mio conoscente, alcuni mesi prima, e l’aveva mandata col telefonino a un gruppo di amici (il tutto provato dalle date di invio). Evidentemente col meccanismo del copia-incolla e dell’inoltro la poesia era arrivata all’entourage del cantautore, che l’aveva presa e musicata, facendone un grande successo.

Il vero autore ci ha pensato un po’, ha consultato un avvocato e poi ha deciso di non farne nulla, contento che i suoi versi siano piaciuti così tanto al musicista da farli propri mettendoci la firma.

Io personalmente però da quel giorno ho smesso di comprare i suoi dischi.

Ecco invece la canzone di Mina.


ANCHE I “GRANDI” COPIANO: MINA, LA CANZONE ANONIMA E UN SUO COLLEGA MENO CORRETTOultima modifica: 2011-10-21T13:11:47+02:00da sergiofrigo
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in costume, musica, società e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a ANCHE I “GRANDI” COPIANO: MINA, LA CANZONE ANONIMA E UN SUO COLLEGA MENO CORRETTO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *