IL CANTO DELLA TERRA: DA ASIAGOFESTIVAL UN OMAGGIO ALLA MEMORIA E UNA SFIDA DI SPERANZA

asiago,rogazione,mario rigoni stern,giovanni bonato,asiagofestival,fiorella benetti brazzale,filippo maria bressan,julius berger. cimbroLa musica, la natura, le emozioni, la memoria, la spiritualità, e il piacere di condividere tutto questo: è stato un evento di quelli che non si dimenticano, quello proposto ieri sera da Asiagofestival nel Duomo del capoluogo dell’Altopiano gremito all’inverosimile. Per un’ora e mezza sotto le volte della chiesa sono riecheggiati gli antichi canti di questa terra cimbra, rivisitati e re-interpretati dal compositore di Schio Giovanni Bonato nell’opera “Dar Gasang bon dar Werde – Il canto della terra” per restituire le vibrazioni, l’atmosfera, persino i rumori minuti, e quasi gli odori, della Grande Rogazione.asiago,rogazione,mario rigoni stern,giovanni bonato,asiagofestival,fiorella benetti brazzale,filippo maria bressan,julius berger. cimbro
IL CANTO CIMBRO AMATO DA MARIO RIGONI STERN
Canti di fatica, di sofferenza, ma anche di speranza, una scommessa che gente umile ma forte, spirituale ma molto concreta, che ha abitato queste contrade da secoli, ha saputo trasmettere a noi, in un momento in cui ne abbiamo così disperatamente bisogno. Una sfida alle avversità e agli insulti della storia, interpretata magistralmente da Mario Rigoni Stern nel libro “L’anno della vittoria”, che celebra il ritorno delle genti dell’altopiano dal profugato, nel 1919, dopo le devastazioni del primo conflitto mondiale. È il giorno di Pasqua, e i primi ritornati si sono radunati sul sagrato della chiesa, perché dell’edificio sacro, e asiago,rogazione,mario rigoni stern,giovanni bonato,asiagofestival,fiorella benetti brazzale,filippo maria bressan,julius berger. cimbrodell’intero paese, non rimangono che macerie. Lì il parroco ha celebrato la messa, e “non appena ebbe finito il rito e dato la benedizione – scrive Rigoni Stern – da poche donne vestite di scuro ma con mazzi di crochi infilati nelle cintura venne intonato l’antico inno “Chi è risorto…” A tutti nel riascoltare il canto che credevano perduto venne grande commozione e nell’intimo capirono che anche la loro terra sarebbe risorta”.

LA MUSICA, I RUMORI E LE ATMOSFERE DELLA GRANDE ROGAZIONE IN MEZZO ALLA GENTE
asiago,rogazione,mario rigoni stern,giovanni bonato,asiagofestival,fiorella benetti brazzale,filippo maria bressan,julius berger. cimbroProverò qui sotto a proporvi qualche spezzone del concerto, scusandomi della qualità tecnica, ma al tempo stesso consapevole che difficilmente una qualsiasi registrazione, per quanto perfetta, riuscirebbe a rendere la magia della musica vissuta dal di dentro, a fianco di chi la esegue, perché i musicisti, e in particolare i coristi, erano dislocati in vari luoghi del duomo, in mezzo e dietro gli ascoltatori.
A suonare erano gli orchestrali dell’Accademia musicale di Schio, con i cori Cenobium vocale, Ensemble La Rose e Laetentur cor, diretti da Filippo Maria Bressan, con i solisti Davide Zaltron alla viola e Julius Berger (direttore del festival) al violoncello. Nell’ultimo brano sono intervenuti i cori che eseguono gli antichi canti religiosi durante la Rogazione. Ma nell’esecuzione sono entrati di diritto anche i rumori della processione che si svolge ogni anno alla vigilia dell’Ascensione, per onorare lo storico voto per la liberazione del paese dalla peste: lo scalpiccio di migliaia di passi lungo i sentieri, il mormorio suggestivo delle litanie, il chiacchiericcio allegro dei giovani che si scambiano risate e promesse, il gocciolio delle acque…
TRE BRANI CONTEMPORANEI ISPIRATI DAL PASSATO
Il primo brano si intitola “In armakhlot un vriise – In povertà e gelo”, e si tratta di un canto natalizio scritto nel ‘400, in occasione di una visita pastorale quassù del vescovo di Padova.
Il secondo – “Dar Gaist ist heute kemmet – Lo Spirito è oggi venuto” – è un canto di Pentecoste che ha vinto il prestigioso Premio internazionale di composizione “Reina Sofia” e racconta il risveglio primaverile della terra dal punto di vista degli insetti, con un effetto di brulichio e scampanellio che anima il silenzio religioso del bosco.
Il terzo brano, infine, è il più semplice e immediato, e quindi anche trascinante: si intitola “Slegar” (asiagese) e si tratta di una reinterpretazione di un canto pasquale medievale dedicato a Maria: ed è qui che entrano in scena anche i cori asiaghesi della Rogazione con le loro voci possenti che fanno vibrare l’aria e smuovono antiche emozioni, soprattutto quando a rilanciare i loro canti subentra possente l’orchestra.

UN FESTIVAL IN RICORDO DI FIORELLA BENETTI BRAZZALE
Asiagofestival – che è organizzato (da ben 45 anni) dall’Associazione culturale Amici della Musica in ricordo della grande organista Fiorella Benetti Brazzale – cresce ogni anno per qualità del programma, prestigio dei musicisti ospiti, passione e inventiva, oltre che per la capacità di valorizzare i talenti emergenti. Nel suo nuovo e ricco sito www.asiagofestival.it sono disponibili i programmi, l’archivio fotografico e le incisioni dei concerti in formato mp3.

IL CANTO DELLA TERRA: DA ASIAGOFESTIVAL UN OMAGGIO ALLA MEMORIA E UNA SFIDA DI SPERANZAultima modifica: 2011-08-16T15:15:00+02:00da sergiofrigo
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