L'”ALTRA SARDEGNA” DI NIFFOI E FOIS, LONTANA DALLA COSTA SMERALDA

Due brani di scrittori sardi, che raccontano una Sardegna oltre la superficie, oltre Porto Cervo, Porto Rotondo, Costa Paradiso, una regione dalla natura splendida, dalle grandi solitudini e anche dalle grandi diversità. Alla prossima…

 

SALVATORE NIFFOI*

 

Niffoi.jpegVisto da lontano, allo scurire, Melagravida sembra un grappolo di steariche accese sopra una nuvola. I lampioni dondolano nelle strade come uomini appena impiccati. Culi di luce spaccati da una sottile lama di vento dicembrino. Dentro scatole di granito la gente si copre d’orbace e non riesce più a sognare. Nel buio ruvido si dorme un sonno espiatorio, in attesa del sole che all’alba spara sui tetti la sua farina ambrata dalla punta calcarea di monte Tumbacanes. IMG_0160.JPG

Nelle notti invernali Melagravida si avvolge nel suo scialle di velluto nero, come una vedova che nell’ora del vespro riceve le chiavi della solitudine e delle tenebre per andare incontro al dolore.

*Il lago dei sogni (Ed. Adelphi)

 

MARCELLO FOIS*

 

Fois.jpegLa Barbagia d’inverno dunque. Per un barbaricino l’inverno è quasi una condizione naturale. Certo per chi è abituato a pensare alla Sardegna “smeraldizzata”, alla Sardegna come regione monostagionale, può sembrare una stranezza pensare alla montagna, al clima alpino, al freddo secco, alla neve. Eppure basta voltarsi dal mare alla terra e si possono vedere le montagne che si gettano nell’acqua. Dentro a quelle montagne abita la sostanza di un territorio molto folklorizzato, ma ancora sconosciuto nella sostanza. IMG_0159.JPG
Il territorio barbaricino rifiuta, direi quasi geneticamente, il concetto di “divertimentificio”, la costa barbaricina rifiuta la condizione di “Caraibi del Mediterraneo”, che tanto piace ai tour operators improvvisati e ai turisti da gossip. Chi navigasse da Posada ad Arbatax lo capirebbe al volo. Chi cioè passasse per mare dalla costa gallurese, quella dove è sempre estate, a quella barbaricina dove le stagioni si alternano, vedrebbe a occhio nudo la differenza. È proprio l’inverno che dà alla Barbagia quella profondità di territorio vivo, che differenzia il viaggiatore dal vacanziere. Perché come l’estate sostanzia il mare, l’inverno sostanzia i monti a Nuoro, in Barbagia, d’inverno. Se veniste da queste parti, dunque, dove sono nato io, dovreste affrontare il tratto più straordinario dell’intera strada statale 131, dal mare fino all’interno, salendo appena sareste gratificati nella vista e nell’olfatto. Da Olbia a Nuoro tutto profuma.

*In Sardegna non c’è il mare” (Ed. Laterza)

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In queste immagini Tempio Pausania (sopra) e l’entroterra gallurese.

L'”ALTRA SARDEGNA” DI NIFFOI E FOIS, LONTANA DALLA COSTA SMERALDAultima modifica: 2011-07-17T18:42:00+02:00da sergiofrigo
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Una risposta a L'”ALTRA SARDEGNA” DI NIFFOI E FOIS, LONTANA DALLA COSTA SMERALDA

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