NO TAV, ALTRO CHE “EROI”: LE AZIONI DI GUERRIGLIA NON FANNO CHE DANNEGGIARE LA CAUSA

NoTav2.jpgNon riesco a farmi un’idea precisa sulle ragioni e i torti della lotta alla Tav in Piemonte. Nei giorni scorsi mi è sembrata ragionevole la presa di posizione di Michele Serra su Repubblica (vedi sotto), che poi però è stata sommersa di improperi dai no-Tav. Di fronte alle azioni di guerriglia scatenate contro le forze dell’ordine e gli operai dei cantieri posso dire però con certezza che esse non aiutano la causa degli oppositori; e definire i fomentatori dei disordini degli eroi, come ha fatto Beppe Grillo (poi chiarendo che si riferiva ai valligiani e non ai teppisti), mi sembra una minchiata: il risultato sarà che d’ora in poi sui giornali si parlerà solo dei black block, della loro battaglia, delle violenze, e dei contenuti non se ne occuperà più nessuno.

CI SIAMO GIA’ DIMENTICATI IL G8 DI GENOVA?

Bisognerebbe ricordare che 10 anni fa, di questi giorni, si discuteva di come andare al G8 a Genova; e ricordo di aver avvertito, in molte assemblee preparatorie organizzate dai no-global (che allora non erano sinonimo di autonomi e di disobbedienti, ma anche di associazioni e volontariato), che sarebbe bastata una vetrina infranta, un sasso contro un poliziotto, un’auto bruciata, per sviare l’attenzione dei media, e quindi dell’opinione pubblica, dai contenuti delle manifestazioni. Cos’è accaduto poi ce lo ricordiamo tutti.

Di MICHELE SERRA

«Siamo come i galli contro i romani», dicono i no-Tav. Duole ricordare loro che i romani stravinsero, e usando una potenza soverchiante al cui confronto le legioni di Maroni sono una delegazione amichevole. Giocava, in favore dei romani, un salto tecnologico (e politico, scientifico, amministrativo, culturale, burocratico) di qualche secolo. Chi vince soggiogando popoli e paesaggi non è mai simpatico, ma spesso incarna un´idea di mondo più funzionale e dinamica, che sta in piedi perché (e fino a che) favorisce molte più persone di quante ne danneggia. La lotta dei no-Tav ha molte buone ragioni, e a parte i fanatici che usano quel luogo e quella situazione come una palestra (una vale l´altra), un sacco di gente brava, ragionevole e informata è contro quel buco nella montagna. Ma a favore di quel buco c´è l´Europa, e per quanto arbitraria e discussa sia, l´istituzione transnazionale che chiamiamo Europa è la sola speranza che abbiamo di un futuro pensato su larga scala, e condiviso con altri popoli. Un futuro che ci salvi dalla dannazione delle Piccole Patrie, che sono la sentina di ogni grettezza reazionaria, di ogni chiusura di orizzonte. Non possiamo invocarla quando ci fa comodo, l´Europa, e maledirla quando mette il naso nel nostro cortile. O la malediciamo sempre, come fa con qualche coerenza Borghezio, o ne accettiamo lo scomodo ma autorevole patrocinio».

 

La Repubblica, 28 giugno 2011

NO TAV, ALTRO CHE “EROI”: LE AZIONI DI GUERRIGLIA NON FANNO CHE DANNEGGIARE LA CAUSAultima modifica: 2011-07-04T02:24:00+02:00da sergiofrigo
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