LA ROGAZIONE DI ASIAGO: CAMMINARE FRA LA NATURA E LA STORIA

rogazione20111.jpgRogazione di Asiago il giorno dopo: una grande boccata d’ossigeno, rogazione2011.jpg
in senso reale e metaforico, senza neppure una goccia di pioggia, contrariamente a tutte le previsioni. Oltre trenta chilometri a piedi, fra boschi e prati, a partire dalle 6 del mattino fino alle 7 di sera. Centinaia di incontri, sorrisi, discorsi fitti, col sottofondo dei cori che eseguono canti antichissimi. Ritualità, gesti, panorami che sono gli stessi da sempre, e per un giorno cacciano lontano le miserie del presente.

E intanto ecco alcune altre foto.rogaz.jpg

“DATE ALI ALLE RADICI”: LA COMUNITÀ FRA APPARTENENZA E APERTURA

rogazione2010.jpgBelle e importanti le parole pronunciate dal parroco durante la messa mattutina al Lazzaretto, dove gli asiaghesi avvertono più forte il senso della loro comunità…  Don Roberto ha sottolineato l’importanza di tutto questo,rogazio2011.jpg dall’identità, delle radici, del senso di appartenenza, ma al tempo stesso ha ricordato con nettezza che una comunità è viva solo se si apre al mondo, che l’identità è una ricchezza solo se è accogliente e che i valori veri vanno condivisi con tutti. “Date ali alle radici”, ha detto, salutato da un lungo applauso delle migliaia di persone presenti. Rogazionebimbi.jpg

rogazion2011.jpgC’erano in sottofondo tutte le polemiche sull’immigrazione, in particolare sull’accoglienza ai profughi libici che sta avvelenando il dibattito politico in questo periodo. La mia impressione è che siano polemiche alimentate ad arte dalla politica, che investe sempre e solo sugli istinti peggiori della gente, ignorando che ci sono nella società spinte solidaristiche importanti, che dovrebbero invece essere valorizzate perché aiuterebbero a vivere meglio tutti noi.

MA GALLIO ACCOGLIE SOLO UN PROFUGO CRISTIANO

Strideva, al confronto con la parole del sacerdote, quanto accaduto proprio nei giorni scorsi nel vicino paese di Gallio, dove il sindaco Pino Rossi, a caccia di una facile visibilità mediatica, si è distinto per una bestialità che da altopianese mi imbarazza solo riportare: ha preteso che il profugo africano che tocca al suo comune nell’ambito della ripartizione dei fuoriusciti dalla Libia fosse giovane e cristiano. Il povero San Giuseppe, a suo tempo, sarebbe stato tenuto alla porta.

LA ROGAZIONE DI ASIAGO: CAMMINARE FRA LA NATURA E LA STORIAultima modifica: 2011-06-05T12:19:00+02:00da sergiofrigo
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