REFERENDUM: SIETE PER IL SI? SPEGNETE LA LUCE E CHIUDETE IL RUBINETTO

Nucleare.jpgHo l’impressione che ci stiamo incamminando verso i referendum, e anche verso una probabile vittoria dei si, con troppa leggerezza, e senza la consapevolezza delle ricadute di questo risultato sulle nostre vite nel futuro. Il problema di come trovare l’energia sufficiente per far funzionare la macchina-mondo sarà sempre più drammatico, e ci esporrà a ricatti di politica internazionale (vedi il caso Russia) sempre più pesanti, se non cominciamo prestissimo a modificare il nostro modello di vita. E quello dell’acqua lo è altrettanto. Non basta dunque dire no al nucleare e no alla privatizzazione dell’acqua! Io credo che queste battaglie saranno credibili solo se saranno accompagnate da precisi impegni – dei partiti ma anche dei singoli individui – a farsi carico di una seria e determinata azione alternativa.

ACQUA: ORA COSTA TROPPO POCO, COSI’ SI FAVORISCE LO SPRECO

rubinetto.jpegPrendiamo l’acqua: certo si tratta di un bene che non dev’essere commercializzato, e deve rimanere a disposizione di tutti, ma siamo sicuri che sia opportuno che costì così poco? Non si tratta di un bene infinito (anzi sta già cominciando a scarseggiare in buona parte del mondo) ma ci comportiamo come se lo fosse. E proprio il suo prezzo irrisorio ci autorizza a perseverare negli sprechi. Forse se ci costasse di più staremo più attenti a buttarla, sporcarla, consumarla.

Perciò i fautori del si  al referendum (e io sarò fra questi, sia chiaro)  dovrebbero farsi carico di promuovere –  oltre che comportamenti individuali più risparmiosi – iniziative di legge che prevedano il risanamento delle condotte idriche, ridotte a un colabrodo, e misure di salvaguardia della qualità dell’acqua e di contenimento degli sprechi, che sono insopportabili specialmente nell’industria e nell’agricoltura (bisogna pensare a colture e produzioni a basso consumo idrico, ad esempio).

 

ENERGIA: PROMUOVERE IL RISPARMIO INDIVIDUALE E LE ENERGIE ALTERNATIVE

Ancora più eclatante è il caso del nucleare: anche ai contrari alle centrali spetta l’onere di farsi carico di comportamenti e di politiche alternative. Non è un antinuclearista credibile colui che – nella sua vita di tutti i giorni – lascia le luci accese, pretende di vivere in una ghiacciaia d’estate e in un forno d’inverno, utilizza esclusivamente l’auto privata, pretende di mangiare all’aperto d’inverno (sotto i dispendiossimi “funghi riscaldatori”) o frequenta le piscine riscaldate scoperte realizzate ad alta quota, in mezzo alla neve. referendum,nucleare,acqua,energia,rinnovabili,risparmio,spreco

 

I gruppi antinuclearisti dovrebbero farsi promotori di iniziative di legge atte a promuovere in primis il risparmio energetico (penalizzando i comportamenti sopra elencati, ad esempio), e subito dopo la ricerca e gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili.

L’OCCASIONE SPRECATA DEL 1987: ORA NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCELO

 Tutto questo, per la verità, doveva essere messo in pratica già all’indomani del referendum sul nucleare del 1987, e invece una volta detto no alle centrali invece di attivare comportamenti – privati e pubblici – virtuosi e lungimiranti, ci siamo adagiati negli sprechi e nell’acquisto all’estero di energia a prezzi sempre più elevati. L’attuale congiuntura economica e la situazione ambientale del pianeta non ce lo consentono più.

REFERENDUM: SIETE PER IL SI? SPEGNETE LA LUCE E CHIUDETE IL RUBINETTOultima modifica: 2011-06-03T02:56:00+02:00da sergiofrigo
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in politica, società e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a REFERENDUM: SIETE PER IL SI? SPEGNETE LA LUCE E CHIUDETE IL RUBINETTO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *