LA QUESTIONE PROFUGHI EVIDENZIA TUTTE LE CONTRADDIZIONI DELLA LEGA

Maroni.jpegSe non ci fosse di mezzo la nostra dignità di veneti, la credibilità delle nostre istituzioni, il nostro onore e la nostra umanità, ci sarebbe da sghignazzare di fronte a tutto quello che sta combinando la Lega a livello locale sulla questione dei profughi.

Prima di tutto vi sottopongo questo articolo del Gazzettino, che a fronte dell’ultima giravolta di Zaia sulla vicenda, ricorda tutto ciò che aveva detto in proposito il governatore nei mesi scorsi.

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MA PERCHÉ NEL CARROCCIO PREVALGONO SEMPRE I DEMAGOGHI?

A questo punto viene da chiedersi perché nella Lega le posizioni istituzionali non tengono che lo spazio di un mattino, e poi vengono sempre travolte dalla demagogia, dalla facile ricerca del consenso, dal desiderio di compiacere la pancia – e mai di privilegiare la testa o il cuore – del proprio elettorato; e perché all’interno del Carroccio le persone dotate di senso critico, di coerenza e di un minimo di moderazione (parlo di Davide Lovat, Marzio Favero, Roberto Marcato…) non fanno carriera, finiscono all’angolo, se non addirittura cacciate dal movimento, e sono comunque destinate a soccombere davanti alle urla scomposte dei più estremisti, oppure ad adeguarsi al loro stile.

ZAIA: PRIMA LEGHISTA, POI GOVERNATORE

Zaia ha dimostrato ancora una volta di essere prima di tutto un militante leghista: il resto – il rispetto della carica che ricopre, il dovere di rappresentanza di tutti i veneti e il rispetto della parola data, anche al suo ministro, Maroni – viene dopo. Questo non gli fa onore, e soprattutto evidenzia come la Lega sia incapace di affrontare le situazioni complicate, quelle in cui si rischia di perdere consenso ma ci si accredita o meno come forza di governo. Meglio il ruvido Flavio Tosi, che al momento sembra tenere la posizione anche se con molto imbarazzo; e molto meglio la presidente della Provincia di Venezia Zaccariotto, che dimostra di avere il senso civico e gli attributi che mancano ai suoi colleghi maschi, ricordando che di fronte a persone che scappano da una guerra (oltretutto scatenata da noi) tutti abbiamo il dovere di fare la nostra parte.

BITONCI, LO SMEMORATO DI CITTADELLA

Bitonci1.jpegPoi c’è chi non si sottrae a nessuna contorsione verbale, e sostiene allegramente le cose più contraddittorie, come il sindaco anti-poveri di Cittadella, Massimo Bitonci. In un’intervista al Gazzettino l’uomo che aspira a diventare sindaco di Padova, oltre a rilanciare la stucchevole panzana dei profughi con i jeans e i giubbini firmati (ma dove li ha visti?!) sostiene impunemente che “spalmarli sui comuni è sbagliato”, e che bisognerebbe stiparli in una caserma, dimenticando: A) di dire dove: naturalmente in casa d’altri, come dalla migliore tradizione leghista; B) che il 12 aprile il suo presidente, Zaia, aveva dichiarato che ci voleva “un’accoglienza non impattante, senza tendopoli o casermoni”; C) di aver alimentato lui stesso una sollevazione a Padova, nelle scorse settimane, proprio contro l’ipotesi che i profughi venissero ospitati nella ex caserma Romagnoli; D) dopo aver sostenuto per tutta l’intervista che non sono i sindaci a doversi preoccupare di queste cose, e dopo che Zaia ha passato la pratica bollente al prefetto di Venezia Lamorgese, lamenta che Zanonato a Padova “ha scaricato sulla prefettura” il problema dell’ex scuola Gabelli occupata da un gruppo di tunisini.

DIFENSORI DELLA CRISTIANITA’: E GLI APPELLI DELLA CHIESA?

Naturalmente tutto questo dopo che i vertici della Lega si propongono quotidianamente come i più intransigenti difensori della cristianità, dimenticando gli appelli all’accoglienza del Papa e dell’episcopato del Nordest, i gesti di solidarietà di molti veneti, credenti o no, e quel piccolo, insignificante brano del Vangelo: “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35)

LA QUESTIONE PROFUGHI EVIDENZIA TUTTE LE CONTRADDIZIONI DELLA LEGAultima modifica: 2011-05-25T11:28:40+02:00da sergiofrigo
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