UNA SOCIETÀ CHE VA… A PUTTANE. COME SPARISCONO I CONFINI DEL LECITO

194194_1906300346128_1500371135_32120501_6680504_o.jpgDomanda scomoda: è ancora disdicevole vendere il proprio corpo, mostrarlo a pagamento, metterlo a disposizione di qualcuno o qualcosa per fini commerciali, auto-promozione eccetera?

In Italia è bastato sostituire il termine “prostituta” con quello molto più à la page di “escort”, e lo sdoganamento è stato immediato: programmi televisivi, interviste, relazioni importanti (mooolto importanti!) carriere politiche, tutte le strade si sono aperte davanti a queste giovani e avvenenti ragazze. Con la compiacenza, naturalmente, di mamme, papà, fratelli e persino fidanzati. D’altra parte come essere gelosi di un signore ultrasettantenne che – verosimilmente – si limita a qualche palpatina ma è così simpatico e generoso?

Possiamo dire che all’incirca un terzo degli italiani (quelli che continuerebbero a votare per quel signore) è assolutamente indifferente al risvolto etico della faccenda?

LA PROSTITUZIONE GIOVANILE NEL MONDO

Ma non siamo solo noi italiani: forme soft di prostituzione (complice la tecnologia, i videotelefonini, le web-cam) si sono diffuse un po’ ovunque, indipendentemente dalla latitudine, dalle ideologie, dall’effettivo stato di bisogno delle protagoniste, visto che più che la povertà la motivazione sembra essere l’acquisto di un nuovo cellulare o di un vestito firmato, o una pasticca per sballare un paio d’ore in discoteca. Brasile, Cuba, Thailandia… ma è soprattutto in Giappone che da molto tempo le adolescenti hanno messo a punto nuove, sofisticate forme di mercimonio del proprio corpo: ammesso che si possa definire tale la pratica di vendere le proprie mutandine usate, oppure la commercializzazione di video hot girati col proprio telefonino o l’esibizione seminude davanti a una web-cam.

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MA SE TUTTI LO FANNO RIMANE UN PECCATO?

Ma la questione intrigante è la seguente: se un comportamento comincia a essere praticato dal 20-30% della popolazione (inchiesta di Studenti Magazine, vedi allegati) rimane eticamente condannabile? E a quale tipo di “sanzione” (parliamo di danno di immagine, evidentemente, non certo di conseguenze penali) vanno incontro le protagoniste di questo mercato? Un tempo probabilmente non avrebbero trovato uno straccio di marito, o sarebbero rimaste confinate ai margini della buona società, ma oggi mi pare che a rimanere ai margini siano le altre…

E poi – attenzione – non ci sono solo le ragazze che lo fanno, ma anche i ragazzi e gli adulti che ne usufruiscono: magari per farsi una risata fra amici, o dando una sbirciatina su un sito, tanto per documentarsi. E loro/noi che alimentiamo questo mercato, che responsabilità abbiamo?

IL NAUFRAGIO DEI SENTIMENTI

L’impressione è che i confini del lecito si siano spinti in pochissimi anni molto più avanti di quanto pensiamo; anzi, che in una società sempre più individualizzata, de-ideologizzata, emotivamente sempre più involuta, di confini non ne esistano proprio più. Per non parlare del naufragio dei sentimenti (ah, l’esclusiva dell’amore!) che tutto questo porta alla luce…

http://www.giornalettismo.com/archives/122275/teen-topless-il-video-scandalo-in-thailandia/

UNA SOCIETÀ CHE VA… A PUTTANE. COME SPARISCONO I CONFINI DEL LECITOultima modifica: 2011-04-21T12:29:29+02:00da sergiofrigo
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