LA GUERRA ALLA LIBIA, L’IMPASSE DEI PACIFISTI E LE AMBIGUITÀ DELLA LEGA

aerei.jpegDunque ci siamo, il pacifista Obama, premiato col Nobel, sta per scatenare un’altra guerra. E noi pacifisti (o ex) gli diamo manforte. Solo Lega e Idv si smarcano (e Nichi Vendola traccheggia imbarazzato). Cosa succede? Perché siamo a questo punto?

Ci sono due motivi per appoggiare l’azione internazionale contro Gheddafi, ma uno si può dire e l’altro no. Il primo, anzi, serve a imbellettare il secondo: il primo (si chiama “ingerenza umanitaria”), è che intervenendo impediamo all’esercito e all’aviazione del Colonnello di massacrare i ribelli di Bengasi (qualcuno pensa probabilmente anche alla rimozione di Gheddafi dal potere); il secondo motivo è che con la nostra adesione alle operazioni militari difendiamo i nostri interessi nel paese: petrolio, gas, future commesse, pattugliamenti contro l’immigrazione… messi a rischio dall’attivismo di Francia e Inghilterra.

Potevamo stare a guardare? Io credo di no, e lo dico con la sofferenza di chi a vent’anni era obiettore di coscienza e a trenta ha partecipato alle marce pacifiste. È la dura lezione anche per Obama (e per chi gli ha assegnato il Nobel per la pace): se fai politica – e in particolare politica estera – non puoi essere pacifista, prima o poi devi confrontarti con i rapporti di forza che regolano le relazioni fra gli stati, e con la difesa degli interessi della tua comunità di riferimento; e per fare questo con efficacia devi essere disposto a usare TUTTI i mezzi che hai a disposizione (e che hanno a disposizione gli altri), anche la forza militare. Altrimenti non tuteli fino in fondo le persone che ti hanno eletto, e queste ti mettono da parte.

Il pacifismo – e, ripeto, lo dico con amarezza – Gandhi.jpegpuò essere una posizione personale, ma non riesce a diventare un’opzione politica: lo stesso Gandhi concepiva l’utilizzo della forza in particolari e limitate occasioni. C’è un aforisma di George Orwell che illustra bene la questione: “La gente per bene dorme pacificamente nel proprio letto solo perché uomini rudi sono pronti a commettere violenze per suo conto”. Tanto vale riconoscerlo.

 

LA LEGA SENZA POLITICA ESTERA

Bossi.jpegDetto questo, meriterebbe una riflessione più approfondita la posizione della Lega, che si nasconde dietro la posizione della Germania per giustificare la sua non adesione alle operazioni. Spero che oggi i vertici leghisti spieghino meglio i loro distinguo, perché fino a ora non trovo traccia di un loro pensiero articolato in materia. Una forza di governo non può giocare sull’ambiguità (l’ho detto al tempo del governo Prodi anche per i pacifisti di sinistra, ma vale lo stesso per Idv e Vendola oggi).

Come ho scritto nel mio libro “Caro Zaia vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco”, rivolgendomi ai vertici del Carroccio: “L’esaltazione del “locale” vi fa perdere di vista l’importanza del globale. Lo si evince chiaramente dalla vostre resistenze al coinvolgimento delle forse armate italiane nelle missioni internazionali di peace-keeping. La vostra linea del Piave è la mobilitazione contro la moschea sotto casa, la guerra ai nomadi accampati sotto il vicino cavalcavia, la mobilitazione costante contro l’irruzione del globale nel locale. Quello che accade nella ex Jugoslavia, in Libano, in Afghanistan non sembra riguardarvi, quasi non producesse effetti capaci di incidere pesantemente sul nostro territorio, in particolare nella forma di potenziali, consistenti nuovi flussi migratori. Non è che vi siate convertiti al pacifismo militante, o alle parole d’ordine della sinistra radicale contro le missioni militari sotto l’egida della Nato. No, è che l’essere partito di lotta e di governo, gridare “tutti a casa” quando qualcuno dei nostri soldati lascia la pelle in situazioni che assomigliano sempre più a una guerra guerreggiata, vi assicura un consenso a buon mercato in un paese come il nostro assai poco bellicoso e dagli orizzonti strategici disegnati dall’interesse individuale e immediato.”

 

LA GUERRA ALLA LIBIA, L’IMPASSE DEI PACIFISTI E LE AMBIGUITÀ DELLA LEGAultima modifica: 2011-03-19T11:35:00+01:00da sergiofrigo
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