BERLUSCONI ALLA GOGNA: MA C’È POCO DA RIDERE

Berlusco2.jpegCaso Berlusconi, ormai siamo al “liberi tutti”. L’Italia si ritrova unita sotto la bandiera dello sghignazzo e dello sberleffo, è il Paese in cui chiunque ormai – in famiglia come su Facebook, fra gli amici come dal palco di Sanremo – può pronunciare il suo nome e farlo seguire da un rutto. E ormai ovunque, anche all’estero, è così, in tutti gli ambienti e nelle più diverse situazioni: dalle prime pagine dei giornali agli show televisivi, dai tassisti ai manager delle aziende multinazionali, chiunque può permettersi di sghignazzare del nostro Presidente del Consiglio.

Ridiamo anche noi, ma con quale amarezza! Quanto tempo ci vorrà, quando sarà tutto finito, per ricostruire l’autorevolezza delle nostre istituzioni? Quando mai il popolo italiano riuscirà a scrollarsi di dosso l’onta di aver consentito tanto a lungo questo scempio, e la sua classe dirigente, politica ma anche culturale ed economica, di non essere riuscita ad impedirlo? E i suoi amici? Ricordate l’appello rivolto loro da Veronica ad aiutarlo a fermarsi?

Berlusconi mi appare ora, politicamente, come quegli ammalati gravissimi ma dal cuore indistruttibile, che non riescono a morire, e trascinano all’infinito la loro agonia e la pena di coloro che stanno loro attorno, timorosi e insieme speranzosi che il congiunto tiri le cuoia.

Santa Eutanasia!

SEGUE:

ECCO PERCHE’ LA CONCUSSIONE CI FU DAVVERO

FINI, UN DILETTANTE ALLO SBARAGLIO

 

METTETEVI NEI PANNI DI QUEL POLIZIOTTO…

Non sono un giudice, né voglio anticipare niente del processo, ma temo (per Berlusconi) che sarà facile per i magistrati smontare le obiezioni dei suoi difensori, secondo i quali non esiste il reato di concussione perché il Cav non ha fatto alcuna pressione sui funzionari della questura di Milano, la notte del 27 maggio 2010, telefonando ripetutamente per far liberare Ruby. Ruby.jpeg

Allora, mettiamoci per un attimo nei panni di quei funzionari: hanno appena saputo dal Capo del Governo che la ragazza fermata è parente di Mubarak, e capito che trasferirla in una “struttura di accoglienza” rischierebbe di causare un incidente diplomatico. Cosa avrebbero dovuto fare, andare avanti per la strada maestra della legge esponendo il governo al pericolo di una grana internazionale e loro stessi ad un sicuro trasferimento a… Gaeta? Di quali altre pressioni avrebbero avuto bisogno, secondo voi, per fare ciò che Berlusconi suggeriva loro? Ecco dunque ottenuto lo scopo della concussione, nella fattispecie definita “per induzione” (quando non c’è esplicita violenza psicologica).

Come dite, che potevano pensare che si trattava di una balla? Ma se alla stessa favoletta hanno creduto, otto mesi e svariate ore di intercettazioni dopo, persino 315 parlamentati della Repubblica! Scusate, potevano pensare secondo voi che si trattava della prostituta minorenne di un Capo del Governo di 74 anni, il quale per nascondere tale frequentazione (fosse cosciente o no della sua minore età) metteva in atto “il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione”? Suvvia, va bene che la realtà a volte supera la fantasia, ma non fino a questo punto…

LA VERITÀ SU FINI: UN DILETTANTE ALLO SBARAGLIO

Fini.jpg E vogliamo dirla tutta su Fini, una buona volta? A me sembra che sia politicamente una frana: per carità, in questi anni ha detto cose importanti, soprattutto perché provenienti da destra, e ha portato un partito di sciammanati dentro il recinto democratico (e anche nelle stanze dei bottoni, soprattutto), e poi ha il grande merito di aver sferrato uno dei colpi più duri alla leadership di Berlusconi (dopo averlo supportato per un quindicennio).

Ma quando comincia a muovere qualche passo fuori dal seminato, finisce irreparabilmente nelle sabbie mobili, come un qualsiasi dilettante allo sbaraglio (altro che politico avveduto e sperimentato!): è accaduto anni fa con l’esperimento dell’Elefantino (la coalizione con Mario Segni che doveva fondare anche in Italia un partito conservatore di massa sul modello dei repubblicani americani), e che si risolve invece in un grosso fallimento; e accade ora, che il neonato Fli si presenta sulla scena politica rissoso, diviso, e già perdendo i pezzi per strada, offrendo il destro alle battute degli ex alleati: “vuole rifondare il centro-destra ma non è neppure capace di tenere insieme i suoi”. E nel frattempo c’è stato di mezzo il caso dell’appartamento di Montecarlo, che sarà pure stato alimentato dai giornali del Premier e sarà anche penalmente irrilevante, ma non è certo un bel vedere. Come non è un bel vedere la strenua difesa della sua poltrona di Presidente della Camera.

Insomma, se questi sono i suoi concorrenti nel centro-destra, Berlusconi può dormire sonni tranquilli… se non fosse che ci pensa lui stesso ad autodistruggersi!


 

 

BERLUSCONI ALLA GOGNA: MA C’È POCO DA RIDEREultima modifica: 2011-02-16T03:12:00+01:00da sergiofrigo
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