ALLEN, EASTWOOD: LA VITA, LA MORALE E L’ALDILA’. DUE VISIONI AGLI ANTIPODI

Come cambierebbe la vostra vita se foste sicuri che c’è davvero un aldilà? Attenzione, non una incerta speranza (o un vago timore, a seconda dei punti di vista), ma l’assoluta certezza? Come sarebbero i vostri comportamenti quotidiani, i rapporti con gli altri, la vostra attitudine generale rispetto all’esistenza e al futuro se foste convinti che c’è un qualcosa dopo, e che esso è in qualche modo determinato da come vi comportate adesso?

Su queste domande sono imperniati i film più recenti di Woody Allen e di Clint Eastwood “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” e “Hereafter”, che ho visto nei giorni scorsi.
Chi possiede la fede dovrebbe avere già delle risposte precise, anche se credo che anche fra di loro prevalgano le domande e le incertezze, e mi pare che molti sedicenti cristiani vivano lo stesso da perfetti agnostici, per non dire di peggio. Tutti gli altri tendono, mi pare, a rifuggire da questi interrogativi, o almeno a non porseli pubblicamente, cercandosi risposte provvisorie e magari un po’ accomodanti in privato, fin a che a rendere la questione impellente o angosciosa non arriva qualche malanno serio, oppure il procedere dell’età… che ci rende insopportabile il senso della fine di noi stessi come individui. È la maledizione dell’uomo, che sa di avere dentro di sé una data di scadenza, e cerca in tutti i modi di aggirarne le conseguenze, immaginandosi un’altra vita dopo, oppure almeno lasciandosi dietro qualcosa che testimoni del suo passaggio in questa terra.

IL NICHILISMO AMORALE DI WOODY ALLEN

Le risposte dei due registi a questi interrogativi non potrebbero essere più diverse, e di conseguenza sono radicalmente diversi i loro film. Il comico, Woody Allen, propone una visione tragica, nichilista, assoluta, mutuata, come avviene da tempo nelle sue pellicole, dalla famosa frase di Shakespeare “La vita è una favola narrata da uno sciocco, piena di strepito e di furore ma senza significato alcuno”. Per questo motivo egli riserva il lieto fine solo ai due più sciocchi fra i suoi protagonisti, quelli che vivono nell’illusione della reincarnazione e nella dipendenza da medium imbroglioni. E lascia invece nella più cupa disperazione – anche qui come fa ormai da tempo immemorabile nei suoi film – i personaggi più sensibili e intelligenti, in questo caso l’incantevole Naomi Watts. Può capitare che i comportamenti malvagi vengano puniti, ma è un caso; state certi però che non verranno premiati i comportamenti virtuosi… Considerate le premesse, si può dire che non ha neppure senso, nell’orizzonte di Allen, porsi le domande dell’inizio e interrogarsi su cosa sia o non sia morale. C’è da dire che, al di là di un cast strepitoso e di un andamento da vivace minuetto, la sua musica è stata già suonata e risuonata svariate volte, da “Crimini e misfatti”, a “Match Point”, a “Sogni e delitti”, e i suoi passi sono tutti prevedibili, e anche un po’ legnosi.

 

 

CLINT EASTWOOD TRA SPERANZA E ILLUSIONE

Sorprende invece il film di Eastwood, che non sarà all’altezza dei precedenti per intensità ma rimane negli altissimi standard a cui ci ha abituato il regista, e soprattutto offre una visione inedita della sua poetica e un diverso approccio a questi temi. Clint infatti mostra di credere non solo nell’aldilà, ma anche nella possibilità di “tornare indietro”, e nella plausibilità del dialogo con chi non c’è più. Di conseguenza offre uno sbocco al dolore, un senso alla ricerca di assoluto, un “premio” a chi non tradisce il suo sentire più profondo e il suo desiderio di amore: in questo senso l’opera è profondamente morale.
Delle tre storie intrecciate (un medium lacerato dal suo dono-condanna, un bambino che ha perso il gemello, una giornalista che sperimenta uno stato di pre-morte dopo essere stata travolta dallo tsnunami – a proposito, portentosi gli effetti speciali) segnalo per il suo significato la terza, che rimanda a una vasta e omogenea letteratura scientifica in materia (il tunnel, la luce, lo stato di benessere), e che ci riporta alle domande iniziali: come cambia la vita di una persona che scopre, senza ombra di dubbio, che c’è qualcosa dopo, e che in fondo non è neanche così male?
Woody Allen probabilmente direbbe che la pellicola appartiene di diritto alla categoria delle illusioni, che aiutano a vivere, ma illusioni rimangono. Ma forse il cinema non deve servire anche un po’ a questo?

 


Hereafter Trailer ITA
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ALLEN, EASTWOOD: LA VITA, LA MORALE E L’ALDILA’. DUE VISIONI AGLI ANTIPODIultima modifica: 2011-01-17T01:04:17+01:00da sergiofrigo
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