VENEZIA CAPITALE DELLA CULTURA: GLI ERRORI DA NON FARE

La corsa di Venezia e del Nordest per concorrere alla candidatura a Capitale europea della cultura 2019 è ufficialmente partita, ieri, con la firma al Museo Correr a Venezia del protocollo d’intesa tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. A Bassano invece si è svolto un incontro fra alcune delle realtà culturali promotrici del progetto.

Oggi alle 15.30 al Salone dei Beni culturali che si apre al Terminal Passeggeri di Venezia saranno invece di fronte i rappresentanti di alcune delle maggiori istituzioni culturali ed economiche delle tre regioni per cominciare a mettere in campo e coordinare l’offerta che sta alla base della candidatura. Partecipano: Gabriella Belli (Direttrice del Mart di Rovereto), Marco Bernardi (Direttore del Teatro Stabile di Bolzano), Howard Burns (Presidente Consiglio Scientifico Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio), Maurizio Cecconi (Direttore artistico del XIV Salone), Renato Manzoni (Direttore dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli V.G.), Giorgio Orsoni (Sindaco della Città di Venezia), Alvaro Scarel (Presidente Fondazione Aquileia) Claudio Scimone (Direttore dei Solisti Veneti), Cristiano Seganfreddo (Direttore di Fuoribiennale), Raffaele Speranzon (Assessore alle Attività Culturali e Politiche Giovanili della Provincia di Venezia), Andrea Tomat (Presidente di Confindustria del Veneto e Presidente della Fondazione del Premio Campiello), Gianni Zonin (Presidente della Banca Popolare di Vicenza). Modera il sottoscritto.

Alle tante parole che si sono già spese sul tema (e che d’ora in avanti si spenderanno), vorrei aggiungere sommessamente tre osservazioni.

 

 

 

VALORIZZARE LE DIFFERENZE

Caratteristica del territorio e delle sue manifestazioni culturali è l’estrema varietà delle situazioni e l’eterogeneità delle offerte culturali. Esse devono confrontarsi, dialogare, coordinarsi (mettersi in rete, come si dice), ma altrettanto importante è che non prevalga il tentativo di omologarle, facendo loro perdere la specificità e persino l’irriducibilità. Il confronto deve servire per conoscersi, arricchirsi e presentarsi all’esterno con tutta la nostra forza, di cui è parte essenziale però proprio la capacità di gestire le diversità.

NON ASSERVIRE LA CULTURA ALL’ECONOMIA

Solo in questo modo si fa un’operazione culturale, e non si dà l’impressione di usare la cultura solo per richiamare turisti, cercare di fare affari, costruire infrastrutture (su cui peraltro ci si comincerebbe presto a dividere, si vedano le resistenze già palesate ieri da Bolzano sulla Venezia-Monaco): tutte cose peraltro legittime, ma che devono eventualmente venire dopo. Se è importante “sanare l’annoso e stanco divorzio tra la cultura e le forze produttive”, come ha detto ieri a Bassano l’assessore alla cultura e identità veneta della Provincia di Treviso Marzio Favero, l’importante è che non ci si fermi a questo: le Capitali della cultura precedenti hanno registrato un incremento medio del 12% dei visitatori nel loro anno di manifestazioni, ma il lascito più importante dell’iniziativa è in termini di immagine e di avvio di nuovi rapporti, come abbiamo capito nella recente visita a Istanbul, che sta chiudendo il suo anno da Capitale con una mostra dedicata alle relazioni fra il suo maggiore architetto, Mimar Sinam, e Andrea Palladio, cioè l’architetto più rappresentativo della sua storica avversaria, Venezia. Dunque la capacità di dialogare proficuamente col resto del continente, di gettare nuovi ponti e avviare nuove durature relazioni, a partire dai valori della cultura e del confronto, fino alla ricalibratura della propria identità in termini più aperti al mondo e al futuro.

EVITARE I TONI DA RISSA

Per questo trovo del tutto improduttivo cedere alla tentazione di usare questa candidatura come una rivalsa per la recente bocciatura alla corsa per le Olimpiadi, o presentarsi sulla scena rivendicando diritti ed evocando risse, come ha fatto ieri il governatore Zaia: non credo che questo stile renda la nostra candidatura più attraente e più autorevole.

 

VENEZIA CAPITALE DELLA CULTURA: GLI ERRORI DA NON FAREultima modifica: 2010-12-02T12:03:00+01:00da sergiofrigo
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