VIAGGIO A ISTANBUL, LA CITTA’ DELLE SORPRESE E DELLE CONTRADDIZIONI

Istanbul2.jpegMi aspettavo una città discretamente povera e pesantemente islamizzata, e invece… Certo c’è qualche velo integrale, ma si vedono soprattutto minigonne e scollature in qualità industriale! Istanbul.jpg

Sono a Istanbul (col Cisa, Centro Palladio di Vicenza), e quello che ho capito in queste poche ore è che non mi trovo solo nella più grande città europea (15-16 milioni di abitanti), il vero ponte fra il nostro continente e l’Asia, ma al centro di alcune fra le contraddizioni più vistose del nostro tempo.

 

 

Velo.jpegIn un angolo dell’aeroporto uno sparuto gruppo di fedeli prega rivolto alla Mecca, ma fuori pulsa la vita, il traffico si snoda lentissimo fra palazzoni moderni e antiche, monumentali moschee, e  attorno alla Torre di Galata istan3.jpguna folla mai vista di ragazzi e ragazze (turchi ma anche stranieri) fa lo struscio davanti ai tavolini dei ristoranti gremiti di avventori, che sorseggiano raki (un liquore all’anice simile all’ouzo greco o al pastis) e bevono forti vini dell’Anatolia mangiando pesce fritto e carne arrostita. Lungo il “liston” venditori di caldarroste si alternano a piccole mescite di tequila, e per chi vuole unire musica e alcolici a un contatto più… stringente con la sua ragazza e a una vista mozzafiato sul Bosforo ci sono tanti bar modernissimi all’ultimo piano dei vecchi edifici; sì, sopra gli appartamenti, non sotto…

istan5.jpgE l’Islam con i suoi tabù e il suo oscurantismo? Da qui appare più lontano che nella liberalissima Amsterdam, dove sono stato in agosto. Eppure al governo c’è un suo esponente, l’”amico Erdogan”, e la prima donna del paese, la moglie del presidente Gul, gira col velo. Però in questi quartieri della capitale non si avverte proprio, anche se i nostri ospiti ci dicono che soffia forte, dalle campagne e dai ceti sociali meno istruiti, avanza a piccoli passi, conquista posizioni strategiche nella macchina statale e spazi crescenti nella società, spacciandoli per conquiste di libertà: come la questione del velo femminile, ora sempre meno proibito anche nei luoghi pubblici.

Ma tra Istanbul e l’entroterra anatolico c’è un abisso, come c’è fra i livelli di reddito delle diverse classi sociali, oppure nel sentimento della gente rispetto all’entrata in Europa, rispetto al nazionalismo o all’Olocausto armeno, di cui la Turchia porta una colpa mai riconosciuta né tantomeno emendata. Istan6.jpg

I laici guardano ancora ai militari e all’Europa, e sperano: qualcuno di loro, se non apparisse disdicevole, andrebbe magari anche a dire una preghiera in moschea…

 

VIAGGIO A ISTANBUL, LA CITTA’ DELLE SORPRESE E DELLE CONTRADDIZIONIultima modifica: 2010-11-28T00:32:59+01:00da sergiofrigo
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