BEL DIBATTITO A CAMPOSAMPIERO: E MI TOCCA PARLARE BENE DEI LEGHISTI :-)

Camposampiero.jpgSerata vivace, interessante e affollata, ieri sera a Camposampiero, per il dibattito sul mio libro “Caro Zaia…”, promosso dalla locale sezione della Lega e dall’assessora Sonia Dittadi.

Niente da dire: organizzazione impeccabile, conduttrice preparata e pimpante (Wendy Muraro), ospiti agguerriti (Roberto Marcato, vice presidente della Provincia, Ivo Rossi, vice sindaco di Padova del Pd, Leandro Comacchio, assessore provinciale all’identità veneta, Andrea Ruzzante, rappresentante di alcune associazioni giovanili locali, Giuseppe Maschera, coordinatore dei giovani padani padovani)… e la soddisfazione di vedere il mio libro sottolineato, con i giallini che spuntavano qua e la fra le pagine, fogli fitti di appunti.

Poi, certo, scontato il narcisismo dell’autore, i dissidi rimangono tutti: sulla sicurezza, l’immigrazione, i nomadi, ma soprattutto sulla visione – che a me sembra edulcorata e di comodo – che i leghisti hanno della società veneta, vista come aperta, generosa, colta e lungimirante. Della sinistra invece Marcato ha fornito una divertente parodia (frutto di una antica frequentazione e adesione, ho scoperto), che ha esasperato le autocritiche piuttosto acuminate che io stesso ho messo nel mio libro, riconfermando invece la veridicità di quanto sostiene un loro militante della prima ora come Giuseppe Covre: “La Lega non fa autocritica”.

Ivo Rossi si è confermato invece politico abile e navigato, straordinariamente capace di conquistare consensi anche in un pubblico avverso, anche se a costo di qualche… accomodamento ideologico in particolare sulla sicurezza e sui rom .

Da parte mia ho avuto l’opportunità di ribadire serenamente che il “pensiero unico” che esalta acriticamente la storia, le tradizioni, i risultati del nostro territorio, non è accettabile e nemmeno utile, perché registrarne le criticità aiuta la società a crescere e ad avanzare, e che questo è il compito – magari scomodo e sgradevole – di chi esercita attività intellettuali. Certo noi cosiddetti intellettuali (ma quanto mi secca definirmi così!) abbiamo magari a volte la capacità di guardare avanti e in lontananza, ma la tendenza a non vedere vicino, e quindi rischiamo costantemente di inciampare…

Alla fine confronto ruvido ma pacato con il pubblico, caratterizzato da un mix di orgoglio di appartenenza, vittimismo nei confronti dell’esterno per i quotidiani soprusi subiti (addebitati soprattutto alla sinistra che non difende le comunità) , e rivendicazioni economiche, politiche e identitarie. Un muro impossibile da scalfire e che forse (Rossi docet) si può solo aggirare. Ma a costo di qualche piroetta…

 

BEL DIBATTITO A CAMPOSAMPIERO: E MI TOCCA PARLARE BENE DEI LEGHISTI 🙂ultima modifica: 2010-11-19T11:56:17+01:00da sergiofrigo
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