BERLUSCONI NEL VENETO, OSTAGGIO DELLA LEGA, IN UN PAESE STRANIERO

Oggi Berlusconi mi è sembrato come fosse in visita a un paese straniero, isolato e ostaggio dei politici leghisti (oltre che deconcentrato e vago nelle sue promesse). Una sensazione di impotenza che finisce per ridurre all’irrilevanza il suo stesso partito, che ha dimostrato di non essere neppure capace di portare il suo leader nel Veneto allagato. E ci deve pensare Bossi, che ha anche la sfrontatezza di dirlo ai quattro venti. Dov’erano i Galan, i Sacconi, i Brunetta?

È sempre più evidente che Berlusconi, per tentare di salvarsi politicamente (e penalmente) sta trascinando alla rovina il Pdl, e che da dominus indiscusso sta diventando l’ostacolo più grande per la ricomposizione del centro-destra. E intanto la Lega, come in un rapporto simbiotico asimmetrico, lo sta tenendo in vita artificialmente per assorbirne fino all’ultimo le sostanze a lei utili, come il federalismo fiscale e i consensi elettorali in libera uscita…

Anche Zaia, Gobbo & c. non ci fanno però una gran bella figura: ieri minacciavano lo sciopero fiscale, oggi scodinzolano alle promesse del loro capo, che è venuto a dettare la linea e a lanciare la campagna elettorale. Sono curioso di vedere quanti soldi arriveranno davvero, del miliardo richiesto. E quando, soprattutto. E cosa faranno a quel punto i leghisti…

BERLUSCONI NEL VENETO, OSTAGGIO DELLA LEGA, IN UN PAESE STRANIEROultima modifica: 2010-11-10T02:38:29+01:00da sergiofrigo
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