“TERRONI” DI PINO APRILE: UNIFICAZIONE ITALIANA, UNA BRUTTA STORIA

Un milione di morti in totale, 81 paesi completamente distrutti, centinaia e centinaia messi a ferro e fuoco; e poi campi di concentramento, stupri di massa, torture, saccheggi, deportazioni; e un’economia completamente depauperata a favore del Nord, con gli effetti che oggi sono sotto gli occhi di tutti: fu questo il costo imposto al Sud, secondo Pino Aprile nel suo libro “Terroni” (Ed. Piemme) di cui abbiamo discusso ieri alle 16 a Treviso nell’ambito della rassegna SiLEgge, dai conquistatori piemontesi che fecero l’Italia unita.

Libro durissimo, dati che sorprendono (come quello secondo cui nel 1861 il Meridione era molto più avanzato economicamente del Nord), tesi indigeste, stando alla vulgata storica nella quale tutti siamo cresciuti. Basti pensare che tratta da massacratore quel Pier Eleonoro Negri che tutti gli anni a Vicenza viene commemorato come un eroe (ed è solo un esempio: c’è anche un Cavour inedito che consiglia a Re Vittorio Emanuele di non fare prigionieri). Ma gli argomenti sviluppati (con la foga di chi sente di aver subito un torto irreparabile) sembrano ben documentati: “Quel che gli italiani venuti dal Nord ci fecero fu così spaventoso che ancor oggi lo si tace nei libri di storia”, scrive. Anche se Aprile glissa, nella parte recente, sugli sprechi e le malversazioni che in molte regioni del sud, soprattutto nella gestione pubblica, si verificano quotidianamente, e ignora i libri e i testi che ne hanno parlato diffusamente in questi ultimi tempi, dalla Casta di Rizzo e Stella al Sacco del Nord di Ricolfi, e anche gli ultimi dati messi raccolti dalla commissione paritetica sul federalismo fiscale, che ha evidenziato la drastica differenza tra Nord e Sud nella raccolta delle tasse locali: 1000 euro al mese in più all’anno quelle pagate dai cittadini del Nord.

Libro anche pericoloso, quello di Aprile, perché rischia di approfondire – visto il successo che sta avendo – il già largo fossato fra Nord e Sud del Paese. Oppure è la pigrizia culturale o, peggio, la cattiva coscienza del “vincitore” che si esprime in me? E come se ne esce?

Corrado Augias nei giorni scorsi, affrontando questi temi su Repubblica, ha sostenuto che queste operazioni sono dannose, perché rinvangare i torti reciproci dà la stura a rivendicazioni e reciproche recriminazioni che portano non si sa dove, e ha citanto a mo’ di esempio Israele e i palestinesi. Quando gli ho citato questo parere Aprile ha detto di pensarla esattamente all’opposto, che l’Italia attuale è divisa proprio perché si è negata la verità sul suo passato, e che senza la memoria del passato un paese non può avere futuro.

Infine si è detto ottimista sugli italiani e sulla loro capacità di tornare a parlarsi. Vorrei condividere lo stesso ottimismo

“TERRONI” DI PINO APRILE: UNIFICAZIONE ITALIANA, UNA BRUTTA STORIAultima modifica: 2010-09-26T11:04:50+02:00da sergiofrigo
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