CHE BARBA, LA SINISTRA!

Gesù.jpgGesù aveva barba e baffi, almeno nell’iconografia classica. E se è per quello anche suo padre, il Padreterno, e il di lui braccio destro, San Pietro. Barba e baffi, abbondanti, anche per Karl Marx, marx.jpge naturalmente per Ernesto Che Guevara, Fidel Castro, e gran parte delle icone della sinistra. Sarà per questo motivo che barba e baffi abbondano sulle facce dei reduci del Sessantotto e di molti di coloro che si ostinano a guardare da quella parte dello scacchiere politico? O c’è qualcosa di più recondito, che ha a che fare con la psiche o con l’antropologia? Magari è perchè siamo fra i pochi che credono ancora a Babbo Natale?

Naturalmente ogni regola ha le sue eccezioni. ma è un fatto acclarato che Berlusconi apprezzi intorno a se solo facce rasate, mentre fra i suoi deputati quelli barbuti e baffuti sono mosche bianche, come ha appurato una veloce ricognizione dell’Adn Kronos, che vi segnaliamo.

Ma D’Alema, terribile dubbio, dove lo collochiamo? D'alema.jpgEppure ha i baffi anche lui, no?

 

LE “FACCE PULITE” DELLA DESTRA

barba.jpgBarba e baffi sono di sinistra. In Parlamento ci sono più barbuti e baffuti tra i banchi dell’opposizione che tra quelli della maggioranza: 50 ne conta il Pd, contro i 36 del Pdl, i 15 della Lega, i 7 dell’Idv, i 5 dell’Udc, i 4 del gruppo Misto e i 2, uno alla Camera ed uno al Senato, del neonato Futuro e libertà.

Se deputate e senatrici possono contare su rossetto, fard e rimmel, i loro colleghi possono far ricorso solo a barba e baffi (pochi quelli che scelgono la basetta, tornata di moda da qualche anno) per personalizzare il proprio look, al di là delle scelte sull’abbigliamento. Un parlamentare su 8 ha scelto di mettere da parte il rasoio, ultimo in ordine di tempo il deputato dell’Idv Francesco Barbato che si è da poco convertito alla barba, salvo poi ripensarci dopo barba2.jpgqualche giorno. Del resto, con un simile cognome…

 Baffi e pizzetti famosi ce n’è più d’uno sulla scena politica, e non da oggi, in Parlamento: quelli di Massimo D’Alema sono sicuramente tra i più celebri dei Palazzi della politica, così come la “mefistofelica” combinazione baffi e barbetta che abbellisce (!) la simpatica faccia del ministro della Difesa Ignazio La Russa, o il mix tra baffi e pizzetto “soul patch” appena sotto il labbro inferiore del ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Tra i barbuti di Camera e Senato l’ex ministro Luigi Nicolais, l’ex segretario genareld ella Cisl Savino Pezzotta, l’ex Governatore della Liguria e oggi deputato del Pdl Sandro Biasotti, Enzo Carra, già Pd e oggi Udc, l’ex senatore del Pdl Paolo Guzzanti, Giulio Santagata, già ministro nel secondo governo Prodi, il senatore Udc e vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo, il vice presidente del Senato Domenico Nania.

baffi3.jpgNella categoria barba-e-baffi va forte il modello Van Dyke, la classica combinazione tra baffi e pizzetto, più o meno folto, scelto da una trentina tra deputati e senatori, tra i quali l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, il deputato del Pdl e carabiniere in aspettativa Filippo Ascierto, Ferdinando Adornato già forzista e oggi Udc, il senatore Mario Baldassarri di Fli, l’ex generale di corpo d’armata, oggi senatore del Pd Mauro Del Vecchio, l’ex magistrato Alberto Maritati, ora esponente del centrosinistra a palazzo Madama.

La squadra dei baffuti, invece, può annoverare tra le sue file il deputato del Pdl Vincenzo Barba… baffi.jpg in barba al proprio cognome, il leghista della prima ora Giuseppe Leoni, il giuslavorista ora senatore del Pd Pietro Ichino, l’ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti, il capogruppo dell’Idv a palazzo Madama Felice Belisario, il deputato del Pdl Nicolò Cristaldi, cui senza alcun dubbio spetta il primato dei baffi più folti di tutto il Parlamento. C’è anche un pentito del baffo: il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini, che fino a qualche anno fa sfoggiava un paio di baffetti molto “siculi”. Ai quali, però, ha detto addio.

CHE BARBA, LA SINISTRA!ultima modifica: 2010-09-26T17:36:00+02:00da sergiofrigo
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