TREMONTI: NUCLEARE ANCHE IN VENETO

Dalla Nuova-Mattino-Tribuna del 24 settembre

di Filippo Tosatto

Accuse alla Lega: vuole ridurre il Sud a un deposito di scorie radioattive

Secretata la lista dei siti idonei allo stoccaggio dell’uranio impoverito

VENEZIA. Accantonata per un attimo

– guai a turbare il sonno dagli elettori – l’opzione nucleare torna nell’agenda veneta. A dissipare i dubbi in proposito, ha provveduto il ministro dell’Economia: «La dipendenza energetica», ha annunciato Giulio Tremonti a Venezia «è un problema strutturale e il nucleare rientra nelle priorità del Governo. Nessuno si illuda di surrogarlo con qualche mulino a vento».

L’adesione al piano di costruzione delle nuove centrali atomiche da parte del Veneto (imitato dalle sole Lombardia e Friuli) reca la firma di Giancarlo Galan; è stata formalizzata dalla Conferenza Stato-Regioni e recepita da un decreto governativo. Nel febbraio scorso, la maggioranza regionale pidiellina l’ha ribadita respingendo la mozione ostile del centrosinistra. Ma l’ascesa di Luca Zaia a Palazzo Balbi ha modificato la situazione. Pur avendo condiviso, da ministro dell’agricoltura, la svolta nucleare del Berlusconi quater, il governatore leghista ha iniziato a prenderne le distanze già in campagna elettorale (anche per rintuzzare gli affondi avversari) distinguendo tra consenso di principio e disponibilità nei fatti: «Il Veneto non ha alcuna preclusione ideologica», ha dichiarato a conclusione di un incontro con Greenpeace «tuttavia, abbiamo già fatto la nostra parte sul fronte energetico e ritengo del tutto improbabile, anche per la densità abitativa del territorio, una candidatura regionale ad accogliere siti nucleari».

Come dire, la versione padana dell’anglosassone NIMBY (Non nel mio cortile) che ha suscitato diffidenza negli ambientalisti e stizza tra gli alleati-rivali del Pdl. Tra tutti il ministro veneziano Renato Brunetto, nuclearista convinto, lesto a definire «Furbesco e anti-scientifico» l’atteggiamento del Carroccio. Tensioni acuite dalle successive indiscrezioni – circolate tra conferme e smentite – che vorrebbero Chioggia e il Polesine nell’elenco delle aree idonee a ospitare le centrali.

Fino a queste ore, che vedono riaccendersi lo scontro intorno a un’altra lista: compilata dalla Sogin (società controllata dell’Enel) indica 52 possibili aree di stoccaggio delle scorie nucleari; è stata secretata dal Governo ma le anticipazioni hanno sollevato un putiferio, soprattutto nel Sud. «La Lega non gradisce le scorie a casa sua e ha imposto la concentrazione dei depositi nel Mezzogiorno, condannato a diventare una discarica radioattiva», tuona il senatore Franco Bruno (Alleanza per l’Italia).

Chi non ha esitazioni, è l’arcipelago antinucleare che – alla luce degli eventi – ha deciso di disseppellire l’ascia di guerra. Domani, sabato, al teatro Aurora di Marghera, un folto network di associazioni, comitati e movimenti lancerà una proposta di legge di iniziativa popolare per le energie rinnovabili e contro l’atomo. Pilastri dell’iniziativa – che sarà illustrata da Alfiero Grandi – Legambiente e Cgil. «Questa campagna vuole sostenere una politica energetica ispirata alle fonti alternative e pulite che rispetti gli obiettivi indicati dall’Unione Europea», afferma il sindacato rosso in una nota «tale orientamento va in senso opposto alla politica del Governo che persegue una tecnologia vecchia e costosa, come il nucleare, senza che peraltro siano stati risolti i problemi della sicurezza e delle scorie radioattive».

TREMONTI: NUCLEARE ANCHE IN VENETOultima modifica: 2010-09-24T11:14:40+02:00da sergiofrigo
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