CATTIVI PENSIERI: BONDI, BOCCIATO SULLA NOMINA DI SGARBI, VUOLE METTERE IL BECCO ANCHE NELLA GIURIA DELLA MOSTRA DEL CINEMA

bondi.jpgIl ministro Bondi è anche sfortunato: ieri aveva appena finito di annunciare in un’intervista che il prossimo anno avrebbe “messo il becco” nella scelta della giuria della Mostra del Cinema di Venezia (ricordate il “ghe pensi mi” del suo principale?), ed ecco che dalla Corte dei Conti gli arriva una sonora bocciatura per come ha gestito la nomina di Vittorio Sgarbi a Soprintendente ai Polo Museale veneziano: è tutto sbagliato, tutto da rifare, gli hanno detto in sostanza i giudici. Non male per uno che si picca di voler mettere finalmente a posto le cose nella cultura italiana, segnata dal provincialismo, inquinata dai nepotismi e infiltrata alla radice dalla sinistra.
Uno qualsiasi a quel punto si sarebbe andato a nascondere sotto il banco per la vergogna, anche perchè l’esito della vicenda Sgarbi gli era stato preannunciato da varie parti, ma lui no, rilancia, e annuncia una nuova nomina per il criticp ferrarese. Un suggerimento, allora, al ministro: cacci Muller e nomini Sgarbi alla direzione della Mostra, così il bel Vittorio avrà l’opportunità di dirottare dai Musei veneziani al più confacente palcoscenico del Lido le stelline discinte che ha arruolato per inaugurare le mostre d’arte.
A meno che il ministro non pensi che sia proprio questo ciò di cui ha bisogno Venezia per ravvivare la sua cultura così vecchia e stantia…

CORRIERE DEL VENETO

17/09/2010

Bondi contro la mostra, è bufera

di Sara D’Ascenzo

 

Non ha rotto il silenzio per tutta la Mostra. Nei dieci giorni di kermesse al Lido ha mandato il suo sottosegretario Francesco Giro in laguna, ma mai un comunicato ufficiale vergato da lui è arrivato ai palazzi della Mostra del Cinema. Nemmeno, come negli anni scorsi, per dimostrare apprezzamento, a metà manifestazione, su questo o quel film italiano: l’anno scorso, per dire, si espresse su “Baària” di Tornatore. Quest’anno: zero. Ieri, a cinque giorni dalla chiusura, il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha rotto finalmente il silenzio sulla 67esima Mostra del Cinema. E l’impressione è che a Ca’ Giustinian avrebbero preferito continuare a essere ignorati. L’attacco di Bondi arriva dalle colonne di “Panorama”, nell’anticipazione di un’intervista che uscirà oggi. Oggetto degli strali: il lavoro della giuria di Venezia 67 e in particolare l’atteggiamento del presidente Quentin Tarantino, ma anche il direttore Marco Müller. «Siccome i finanziamenti sono dello Stato (7 milioni), d’ora in poi intendo mettere becco anche nella scelta dei membri della giuria del Festival — ha detto Bondi — i risultati del Festival costringono tutti ad aprire gli occhi e fare autocritica. Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica. E la sua visione influenza anche i suoi giudizi critici, pure quelli verso i film stranieri. Müller, invece, è come un allenatore di calcio, innamorato dei propri schemi fino al punto di non privilegiare i talenti e le novità che sono sotto gli occhi di tutti». In particolare pare che al ministro, oltre che il mancato riconoscimento ai film italiani, abbia dato molto fastidio l’atteggiamento con cui Tarantino ha maltrattato il regolamento della Biennale, facendo una forzatura per cambiarlo, e la risposta di Müller, che l’aveva cambiato nel 2005 e che l’ha ricambiato quest’anno. Dalla Biennale nessuna risposta. Ma è chiaro che l’attacco frontale al direttore non può non toccare anche il presidente Paolo Baratta. Entrambi sono in scadenza ed entrambi sanno quanto la Mostra del prossimo anno sia in salita per loro: per le strutture insufficienti (sono parole di Baratta), per le risorse appese alle volontà governative e ora anche per l’aperta ostilità del ministero. Il consiglio d’amministrazione, invece, si ribella. Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia e vicepresidente di diritto della fondazione veneziana, dice no al diktat ministeriale: «Il ministero finanzia pesantemente la Biennale? Beh, anche il Comune, mettendo a disposizione tutte le sedi… Il ministro ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione, ma mi auguro che rispetti l’autonomia dell’ente che è una ricchezza non materiale; un ente che se vuole continuare a essere quello che è non può essere sospettata di dare ascolto ad altre istanze». «La Biennale, dal 1895, quando decide che c’è un direttore di settore, questo ha la sua autonomia — dice Amerigo Restucci, rettore IuaV e membro per la Provincia — o Bondi cambia lo Statuto (e congeda tutti, presidente compreso, ndr) o la sua è una provocazione fuori misura. Non vedo in che modo possa intervenire nella scelta dei membri delle giurie, a meno che non condizioni il direttore in un modo tale che mi sembrerebbe un’intromissione che nessuno si è mai permesso di fare, in nessun settore. E la Biennale è tale proprio per la sua autonomia: abbiamo resistito a Pio X che non voleva certe opere, abbiamo resistito al fascismo che voleva imporre l’arte di regime, non vorrei che Bondi fosse il primo».

 

 

 

 

CORRIERE DEL VENETO

17/09/2010

Sgarbi, nomina illegittima il ministero riapre il bando

di Al.A.

 

VENEZIA – A.A.A. cercasi sovrintendente per il polo museale veneziano: l’incarico ricoperto finora da Vittorio Sgarbi è rimasto vacante. La Corte dei conti infatti ha giudicato illegittima la nomina del critico ferrarese alla guida dei musei lagunari, tanto che ieri il ministero guidato da Sandro Bondi ha dovuto cominciare ad attivare ex novo la procedura di bando per scegliere un nuovo sovrintendente.

 Fatta salvo l’aspetto formale (chiunque abbia le competenze potrà presentare richiesta di partecipare al bando), comunque la nuova nomina cadrà ancora su Vittorio Sgarbi, che da ieri ha quindi assunto la funzione di sovrintendente a interim per succedere a se stesso. «Non ho dubbi che il ministero alla fine indicherà Sgarbi e che nella sostanza non cambierà nulla – spiega il segretario generale della Uilbac Gianfranco Cerasoli che per primoaveva sollevato il caso di illegittimità della nomina – il problema però non è Sgarbi che tanto vive nei reality show, maBondi. Non è accettabile che un ministro della Repubblica non conosca i procedimenti e se ne freghi delle regole. In questo modo ha fatto perdere tempo a tutti e ha sperperato denaro pubblico nel vano tentativo di aggirare i regolamenti».

 A sentire il sindacato infatti nessuno avrebbe mai messo in dubbio le competenze del critico ferrarese, quanto la procedura che ha portato alla sua nomina perché la domanda di Sgarbi non aveva rispettato i tempi dettati dallo stesso ministero. Resta il fatto che lo stesso Bondi ieri ha telefonato a Sgarbi rassicurandolo sul fatto che il ministero procederà a regolare la sua nomina seguendo le indicazioni della Corte dei conti sul piano della legittimità formale. «Ciò che premeal ministro – fa sapere il ministero dei Beni culturali con una nota – è che imusei veneziani abbiano la migliore e la più legittimaguida. E per questo ha disposto di attivare la procedura per la conferma di Sgarbi».

 A sentire il ministero dunque verrà immediatamente rifatto il bando e tra dieci giorni esatti arriverà la nuova nomina per Vittorio Sgarbi. «Se effettivamente faranno così la faccenda finirà per l’ennesima volta di fronte alla Corte dei conti – continua Cerasoli – Ora il ministero deve pubblicare un avviso di selezione pubblica e dare venti giorni di tempo per presentare le domande ai candidati interessati. Poi solo dopo la valutazione di tutti i curricula potrà conferire l’incarico a Sgarbi, lasciando però la sensazione che si tratti di una vera e propria situazione di mala-amministrazione».

Le comunicazioni del ministero e la conferma della fiducia comunque non lasciano dubbi sul futuro di Sgarbi alla guida del polo museale, tanto che il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto il leghista Matteo Toscani si è già precipitato a complimentarsi pubblicamente con Sgarbi. «Ritengo che il critico sia una persona capace, una risorsa per Venezia e per l’intera Regione – dice Toscani – per questo mi auguro che la regolarizzazione della sua nomina avvenga quanto prima, così da assicurare continuità nel lavoro già avviato».

 

CATTIVI PENSIERI: BONDI, BOCCIATO SULLA NOMINA DI SGARBI, VUOLE METTERE IL BECCO ANCHE NELLA GIURIA DELLA MOSTRA DEL CINEMAultima modifica: 2010-09-17T16:37:00+02:00da sergiofrigo
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