BALLAMAN, SOARDI, BIASIN: LA QUESTIONE MORALE ANCHE NELLA LEGA

Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Edouard Ballaman che se ne va in vacanza (e in molti altri posti privati) con l’auto blu, il presidente dell’Azienda trasporti di Verona Gianluigi Soardi indagato per una vicenda di rimborsi spese “allegri” e per l’utilizzo della carta di credito aziendale e di un’auto dell’Actv, botte da orbi nella Lega friulana, commissariamenti in quella emiliana, amministratori leghisti (Biasin, ex sindaco di Silea) indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e sicuramente ne dimentico molti… Ecco perché Bossi ha tanta fretta di andare alle elezioni, il suo partito anti-casta rischia di trovarsi svuotato dai giudici e mutilato da risse ed espulsioni.

Battute a parte, mi pare che il problema si ponga con molta serietà per una formazione che ha fatto del suo essere “diversa” (come il Pci di Berlinguer a suo tempo) una bandiera. Anche perché a tutto questo si aggiunge la tendenza a insediare i propri esponenti in qualsiasi poltrona, sedia, strapuntino pubblico assicuri loro uno straccio di potere e una qualche prebenda, anche se i prescelti meriterebbero piuttosto di andare a zappare i campi: certo lo fanno tutti i partiti da sempre, peraltro, ma potendo ricorrere, se del caso, a personale un po’ più preparato; e comunque la Lega si presenta, appunto, come “diversa”. Oppure l’altro “vezzo” comune di finanziare a pioggia qualsiasi iniziativa che veda protagonisti o promotori gli “amici”, come avvenuto di recente con la cosiddetta “legge mancia”, che ha finanziato in abbondanza campetti di calcio, impianti termali, onlus dei comuni leghisti.Tutto questo continuando a proporsi come partito dalle mani pulite e anti-sistema. Fino a quando reggerà il gioco con gli elettori?

Personalmente non so se rallegrarmene o dispiacermi: non è mai utile alla collettività quando dei pubblici amministratori, anche se non abbiamo votato per loro, non si dimostrano all’altezza delle loro promesse. E poi, va detto, percentualmente il numero di leghisti beccati con le mani nella marmellata è ancora contenuto rispetto alla media degli altri politici. Non vale invece il commento fatto dall’onorevole Bitonci secondo cui “i nostri si dimettono”: e ci mancherebbe! E poi si dimettono anche a sinistra, e per questioni anche meno gravi, vedi il caso Abruzzo a suo tempo, o anche quello dell’ex sindaco di Bologna. Semmai a rimanere saldi al loro posto sono gli esponenti della cricca berlusconiana coinvolti nelle inchieste del G8, dell’eolico eccetera, a cui la Lega assicura un sostegno complice.

Ma la soddisfazione di veder smentiti dai fatti coloro che si ergevano a giudici degli altri nel nome della loro superiorità morale, del loro essere col popolo, non lo nego, c’è.

Al di là di tutto però il discorso va riportato a questioni un po’ più sostanziose: è possibile arrivare al potere mantenendosi puliti? Come impedire che nei partiti baciati dalla buona sorte elettorale entrino gli arraffoni? Che anticorpi ha messo in atto la Lega per evitarlo? E, soprattutto, cosa sta facendo per far si che negli enti parapubblici che ormai, dalle nostre parti, controlla saldamente, siano selezionati i migliori, invece, semplicemente, dei più fedeli? E’ convinta che lo slogan “prima i veneti” sia la miglior strada possibile per far emergere le eccellenze, piuttosto che le furbizie con grave danno per tutta la collettività?

Mi pare che le risposte, al momento, siano purtroppo nei fatti.

BALLAMAN, SOARDI, BIASIN: LA QUESTIONE MORALE ANCHE NELLA LEGAultima modifica: 2010-09-09T11:48:00+02:00da sergiofrigo
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