CATTIVI PENSIERI: le macchine ci cambiano, allontanandoci dalla realtà e dagli altri uomini

Avete notato che fra le migliaia di applicazioni dei telefonini non c’è quasi mai, o se c’è non funziona bene, il termometro?

Al di là delle considerazioni tecniche, mi pare che il problema di fondo sia che si tratta di ottimi strumenti per esplorare il mondo virtuale, ma poco adatti a interagire con quello reale. E il termometro, per essere efficiente, questo deve fare: confrontarsi con una realtà fisica, non con altre macchine, con programmi o file.

Mi pare si tratti di una caratteristica di gran parte delle macchine moderne: tendono a dialogare fra loro, ad esigere dall’uomo un rapporto esclusivo e ad allontanarlo dai suoi simili e dalla realtà fisica circostante: parlo della televisione in primis, che ha ucciso le relazioni sociali, dell’automobile, che impedisce gli incontri fra le persone, ma anche dei risponditori telefonici, dei bancomat, delle casse automatiche. Svolgono tutte funzioni che prima richiedevano un’interazione fra le persone, e adesso non più.

Vale anche nel campo dei divertimenti, che dovrebbero essere socializzanti per definizione. Prendiamo la musica ad esempio: un tempo si ascoltava per forza di cose in compagnia (i concerti), poi in pochi (il giradischi), ora prevalentemente da soli, con cuffie o auricolari. E vale anche per il teatro e il cinema, e naturalmente per i giochi elettronici. In un libro appena uscito in Inghilterra, con numerose interviste a ragazze alla pari, le protagoniste osservano che la stragrande maggioranza dei padri anche nel tempo libero passa più tempo al computer che con i figli.

Sia chiaro, la tecnologia mi piace molto, e cerco di imparare a usarla al meglio. Ma non posso non pensare che le macchine – mentre noi crediamo di servircene – in realtà ci cambiano, e qualche volta ci controllano.

CATTIVI PENSIERI: le macchine ci cambiano, allontanandoci dalla realtà e dagli altri uominiultima modifica: 2010-08-04T02:40:00+02:00da sergiofrigo
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