IO NON COMPRO IL PRIMO MAGGIO – il primo maggio non è in vendita

Negozi aperti di domenica, anzi, anche il primo maggio, e magari a Natale (già si è iniziato), a Capodanno e perchè no a Ferragosto: ecco l’unico modo che si riesce a escogitare per cercare di superare la crisi del commercio, consumare di più! Come se la riduzione dei consumi fosse frutto solo della cattiva volontà dei cittadini, e non magari della riduzione dei loro redditi, o del timore del futuro, che consiglia di tenere da parte qualcosa.
Si finge di dimenticare che i negozi aperti nelle festività implicano per gli addetti meno tempo da dedicare alla famiglia e alle relazioni sociali, che invece dovrebbero essere gli atteggiamenti da salvaguardare, soprattutto in questi momenti, perchè sono i principali antidoti alla depressione-frustrazione-inquietudine che ci afferrano nelle situazioni di crisi come l’attuale.

Il consumo – che implica naturalmente un esborso di denaro –  esalta le differenze fra chi può permetterselo e chi no, e quindi enfatizza lo stress e la frustrazione dei ceti più poveri; la socialità invece – che è gratuita – è la base per condividere le difficoltà e quindi per superare il senso di isolamento di coloro che subiscono la crisi.
Il “caso Grecia” dovrebbe insegnare che in una società in cui gli individui e le corporazioni sono l’uno contro l’altro armati – e non condividono il senso del collettivo e del comune – è particolarmente difficile far passare una politica complessiva di contenimento dei costi, necessaria per uscire dalla crisi. Ognuno pensa infatti che ci sia qualcun’altro che ne approfitta, e dunque si rifiuta di accollarsi il primo passo.
Un’ultima considerazione riguarda le scelte della Lega: fra i primi ad accettare l’apertura dei negozi il primo maggio c’è il sindaco di Cittadella Bitonci (quello che non vuole i poveri nel suo paese, e che dimostra ora anche un sonoro disprezzo per la festa dei lavoratori); e si sa che gli esercizi commerciali che hanno maggiori difficoltà a reggere un ampliamento dell’orario sono proprio i piccoli negozi a conduzione familiare. A livello nazionale invece i neo governatori Cota e Zaia si lanciano in difesa dei piccoli esercizi contro gli ipermercati: è troppo chiedere al Carroccio un po’ di coerenza?
Per tutti questi motivi vorrei proporre a chi legge di non acquistare niente il primo maggio, ma di andare in piazza, stare in famiglia, festeggiare il riposo con gli amici.
IL PRIMO MAGGIO NON È IN VENDITA

 

IO NON COMPRO IL PRIMO MAGGIO – il primo maggio non è in venditaultima modifica: 2010-04-30T18:10:22+02:00da sergiofrigo
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