FINI DICE LE STESSE COSE CHE DICE GALAN, MA L’EX GOVERNATORE NON CI SENTE…

images-8.jpegVedo con favore il tentativo di Fini di rivendicare in Italia uno spazio per una destra liberale e istituzionale, contro quella populista e anti-politica di Berlusconi. Un tentativo che però rischia, a mio avviso, di infrangersi contro lo strapotere di Berlusconi, che riesce sempre a condizionare pesantemente il dibattito politico. Ma il progetto di Fini ha anche qualche debolezza strutturale…

FINI E I MEDIA BERLUSCONIANI

La battaglia di Fini dentro (o fuori) il Pdl si presenta durissima; innanzitutto sono mesi che le corazzate berlusconiane (Giornale, Libero, televisioni) gli sparano contro, travisandone e delegittimandone le posizioni (come fanno sistematicamente, d’altro canto, con i diversi leader della sinistra: ricordate Prodi definito una spia del KGB, servo sciocco di D’Alema, terminale dello scandalo bluff Telekom Serbia?) E a destra sono questi giornali a fare opinione, non certo la barchetta del Secolo d’Italia.

In secondo luogo: solo dei kamikaze votati al suicidio rischieranno di veder porre fine alla loro carriera politica schierandosi contro il padrone della destra, colui che detiene il diritto assoluto di determinare le candidature, e i soldi necessari per comprarli tutti, uno a uno. Anche a destra, dunque, dopo averci lucrato sopra, ora sperimentano il peso del giogo berlusconiano, che non consente che si sviluppi un confronto alla pari, sui contenuti e sulle idee.

GALAN CARTINA DI TORNASOLE

La dimostrazione della attendibilità di quanto affermo sta nella posizione espressa sabato da Giancarlo Galan intervistato dal Corrierino: “L’idea di Fini è una follia che non ha futuro e sarà bene che la frattura tra i due si ricomponga. Una cosa è esprimere dissenso… ma io non raggiungerei mai il livello di dire: faccio gruppi separati. Sono leale col mio governo, con Berlusconi”.

Eppure Fini dice sul rapporto di sudditanza del Pdl nei confronti della Lega esattamente le stesse cose che diceva Galan prima delle elezioni, come si può leggere nel mio libro “Caro Zaia vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco” . Come mai ora il neo ministro non offre una sponda politica al presidente della Camera? Certo Galan ha sempre posto la fedeltà a Berlusconi (non la lealtà, che prevede anche la possibilità di una rottura) prima di ogni altra cosa considerazione politica, ma ieri dall’Annunziata abbiamo visto anche le contorsioni della Polverini che cerca di smarcarsi da un’eccessiva vicinanza con Fini; e gli esempi, in questi giorni si sprecano. E tutto questo nonostante il mal di pancia anti Lega, nel Pdl del Nord, sia molto diffuso.

LE DEBOLEZZE DEL PROGETTO

A tutto questo si aggiungono alcune debolezze del progetto di Fini, che sono state evidenziate in questi giorni da vari commentatori. Ne segnalo una che non ho visto registrata: fra i parlamentari che sostengono il Presidente della Camera ci sono soprattutto alcuni “duri e puri” (cito solo il triestino Menia o il padovano Saia) che hanno mal sopportato la liquidazione del patrimonio ideale della destra nel Pdl, e che soffrono la monarchia assoluta di Berlusconi. Si tratta di posizioni dignitose, che difficilmente potranno però essere spese sul tavolo di un’eventuale alleanza con l’Udc di Casini, altro leader che – seppure a corrente alternata – ha denunciato lo strapotere di Berlusconi e il suo asservimento alla Lega. Senza contare le diversità sostanziali tra Fini e Casini sul terreno della bioetica. A meno che non si decida di assumere l’antiberlusconismo come cemento di un’eventuale alleanza.

Una tentazione che, come si sa, non ha mai abbandonato neppure una parte della sinistra. Una tentazione, mi permetto di dire, legittimata proprio dalla speculare tentazione berlusconiana di conquistare tutta la posta politica, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione, più o meno legittimi.

FINI DICE LE STESSE COSE CHE DICE GALAN, MA L’EX GOVERNATORE NON CI SENTE…ultima modifica: 2010-04-19T01:51:00+02:00da sergiofrigo
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