BIENNALE, TRIONFO TEDESCO

Trionfo tedesco alla 57. Biennale: la Giuria internazionale ha infatti premiato sia il padiglione della Germania che l’artista Franz Erhard Walther.

Ecco le motivazioni:

Leone d’oro per la migliore Partecipazione Nazionale alla Germania IMG_3450(padiglione letteralmente preso d’assalto dal pubblico fin dalle prime ore della pre-apertura, con i suoi doberman e le performance degli attori e della stessa artista Anne Imhof, 38enne) “per un’installazione potente e inquietante che pone domande urgenti sul nostro tempo e spinge lo spettatore a uno stato di ansia consapevole. Risposta originale all’architettura del padiglione, il lavoro di Imhof è caratterizzato da una scelta rigorosa di oggetti, corpi, immagini e suoni”.

Menzione speciale come Partecipazione Nazionale al Brasile “per un’installazione che crea uno spazio enigmatico e instabile in cui non ci si può sentire sicuri. Sia la struttura dell’installazione che il video di Cinthia Marcelle realizzato in collaborazione con il cineasta Tiago Mata Machado affrontano le problematiche della società brasiliana contemporanea”.

Leone d’oro per il miglior Artista della 57. Esposizione Internazionale Viva Arte Viva a IMG_3304Franz Erhard Walther per un lavoro (esposto alle Corderie dell’Arsenale) che “mette insieme forme, colore, tessuti, scultura, performance e che stimola e attiva lo spettatore in un modo coinvolgente. Per la natura radicale e complessa della sua opera che attraversa il nostro tempo e suggerisce la mutazione contemporanea di una vita in transito”.

Leone d’argento come giovane artista promettente a Hassan Kahn “per la relazione speciale e intima che quest’opera crea con lo spettatore, a cui suggerisce una connessione tra voce, suono e orizzonte. La sua Composition for a Public Park crea un’esperienza coinvolgente che intreccia in modo splendido politica e poetica”.

Due sono le menzioni speciali attribuite quest’anno agli artisti:
Charles Atlas, per due video “di grande splendore visivo e sofisticato montaggio in cui le immagini della bellezza naturale e dell’artifizio artificiale sono accompagnate da un racconto che affronta i problemi di indigenza, frustrazione, sessualità e classe”.

Petrit Halilaj, per degli interventi che “evidenziano il legame tra gli spazi architettonici dell’Arsenale e del Padiglione Centrale e l’opera, in una relazione tra la storia del Kosovo, i suoi ricordi d’infanzia e la creazione”.

BIENNALE, TRIONFO TEDESCOultima modifica: 2017-05-14T01:33:26+00:00da sergiofrigo
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