REFERENDUM REGIONALE, SE L’AUTONOMIA DIVENTA UN CAVALLO DI TROIA

IndipendentistiSono diventato un federalista convinto con Giorgio Lago, negli anni ’90 del grande risveglio della questione nordestina e della mobilitazione dei sindaci sulle istanze autonomiste, di cui il Gazzettino all’epoca è stato interprete e promotore.

Ora però, che si sta sviluppando il dibattito tra le forze politiche venete a partire dal referendum chiesto dalla Regione, ho sempre più dubbi che sia davvero positivo che il Veneto acquisisca una maggiore autonomia dallo Stato centrale; e se fossi nel Pd farei molta attenzione a non fare come i troiani con il famoso cavallo… che nella fattispecie ci porterebbe, una volta saliti in groppa, da un’altra parte rispetto a dove ci saremmo aspettati di andare.

IL FEDERALISMO A CORRENTE ALTERNATA DELLA LEGA

Io credo che dietro l’operazione voluta da Zaia ci sia un equivoco di fondo che va chiarito: la Lega è davvero federalista, cioè fautrice di un regionalismo autonomo nell’ambito di un forte stato nazionale, oppure continua a perseguire la divisione del Nord dal resto dell’Italia? A Zaia che sostiene che quella autonomista è una battaglia di tutti i veneti andrebbe ricordato che fu proprio la Lega di Bossi negli anni ’90 a far fallire il movimento dei sindaci, sia perché esso era federalista e non separatista, sia perché non riusciva ad esercitare la sua autonomia su di esso. Ed è lo stesso Zaia che cinque anni fa rifiutò di far partecipare il Veneto ai festeggiamenti nazionali per il 150esimo dell’Unità d’Italia, con la scusa che la nostra regione si unì solo nel 1866, e che quest’anno sta facendo passare nuovamente la ricorrenza nel dimenticatoio. ZaiaSalvini

Io penso che nel Carroccio, al di là della svolta “nazionale” voluta strumentalmente da Salvini, prevalga ancora un forte sentimento revanscista nei confronti di ogni autorità che trascenda il confuso localismo leghista, si chiami Italia od Europa.

IL RISCHIO DI ALIMENTARE LA GUERRIGLIA ISTITUZIONALE GIÀ IN ATTO

Insomma, si vota per l’autonomia oggi e si rischia di dare forza domani non tanto a delle esplicite istanze indipendentiste, ma ad una guerriglia quotidiana fra poteri pubblici che porterebbe alla paralisi del paese, e poco di buono allo stesso Veneto.

Le avvisaglie ci sono tutte già adesso, in tutti gli ambiti in cui c’è concorrenza fra Stato e Regione, e in particolare nella gestione dei flussi migratori, in cui le amministrazioni leghiste rifiutano di cooperare con lo Stato, o anche solo di svolgere le proprie funzioni regolatorie e programmatorie, lasciando i Comuni ad azzuffarsi fra loro, accollandosi responsabilità non dovute. E il recente referendum sulle trivelle non è stato determinato in parte, oltre che da legittime istanze ambientaliste, anche da una meno nobile lotta di potere fra alcuni governatori e il Presidente del Consiglio?

STATO ED ENTI LOCALI DEVONO COOPERARE, NON COMBATTERSI

Tutto questo mentre manca in generale a tutti gli amministratori, e in particolare a quelli del Carroccio, la consapevolezza che Comuni, Regioni e quel che resta delle Province sono tutte diverse articolazioni dello Stato, e in quanto tali devono muoversi nello spirito dalla sussidiarietà (responsabilità dal basso) ma anche della solidarietà.

Che poi sia anche il Governo a tradire un leale spirito di cooperazione con gli enti locali, accollando loro dei compiti ma negando le necessarie risorse, può essere un dato di fatto, ma non sposta la sostanza del problema.

REFERENDUM REGIONALE, SE L’AUTONOMIA DIVENTA UN CAVALLO DI TROIAultima modifica: 2016-05-03T03:20:21+00:00da sergiofrigo
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